Willie Peyote, "Mi piace provocare con la musica"

Esce il nuovo album 'Iodegradabile' con un tributo a Mango

ROMA - "La morte di Mango è uno dei momenti più toccanti che io riesca a ricordare. Un artista che si sente male sul palco, chiede scusa al pubblico per il disturbo e poi muore. La massima espressione artistica possibile. Mango musicalmente parlando non mi era molto vicino, ma mi è sempre stato simpatico. Il mio vuole essere un tributo alla persona prima ancora che al cantante". Willie Peyote spiega così il senso di "Mango", il nuovo singolo del suo nuovo album "Iodegradabile", in uscita venerdì e già lanciato dal singolo "La tua futura ex moglie".

Guglielmo Bruno, così è registrato all'anagrafe di Torino, è uno dei personaggi più interessanti della scena musicale italiana contemporanea. Secondo le categorie musicali è un rapper, in realtà la sua identità artistica è più complessa: usa il rap ma le sue composizioni si poggiano su solide basi black ("basso e batteria sono fondamentali, la chitarra fa la ritmica secondo la lezione di James Brown" spiega) così come sul rock fino a toccare il cantautorato. Ma dentro di lui c'è un mix tra uno stand up comedian e un pungente osservatore della realtà che non teme la provocazione e l'umorismo senza sconti di un autore di satira. Che dal vivo è capace di proporre uno dei set più trascinanti in circolazione. "Non ho mai puntato a farmi amici attraverso la musica, mi piace provocare con la musica - racconta - E sono convinto che parlare a chi ti da ragione non serva a nulla. Bisogna provocare, insinuare il dubbio. E' un concetto che dovrebbe essere assimilato dalla sinistra".

Basta leggere i testi per capire l'esigenza di "restituire dignità alla scrittura rap. Lavoro tutto il giorno per riuscire a utilizzare l'italiano in modo originale. Penso a grandi come Dalla e Gaber. Io devo ancora migliorare, sono contento del mio nuovo album perché rappresenta il meglio di quanto possa fare ora, ma sono consapevole che devo fare ancora della strada". Willie Peyote non fa sconti a nessuno: non li fa alla politica e non li fa ai suoi colleghi musicisti. Qualche colpo ben assestato lo molla anche alla scena indie. "Non mi piace l'idea di fare un meme in musica - spiega - Riconosco che se il mio pezzo gira nei grandi network radiofonici è perché ci sono Calcutta, Coez, Tommaso Paradiso. Mi piacerebbe che facessero di più. Tra semplice e superficiale c'è una bella differenza. In fondo, per quel che riguarda l'indie, bisogna accettare che è il nuovo pop mainstream, non c'è bisogno di dargli una parvenza intellettuale. E poi bisogna anche riconoscergli il merito di aver riportato la gente ai concerti. Oggi di gente che ascolta la musica dal vivo ce n'è tanta e in fondo per artisti come me il live è fondamentale". E ancora la politica: "Negli anni '90 avere i dreadlocks ed essere di sinistra ti faceva anche rimorchiare: oggi chi rimorchia è Sfera. E gli operai votano Lega. Prendiamo Torino, la mia città. Una volta viveva della Fiat. Oggi la prima industria è Cristiano Ronaldo, e lo dico da tifoso del Toro. Mi dicono che da quando c'è lui alla Juve il fatturato del B&B è cresciuto del 30%. Bisogna riportare la comunicazione a livello dell'uomo della strada. De André lo capivano tutti, persino Salvini è un suo fan. Però attenzione al qualunquismo strisciante: dare spazio a chi dice che non esiste più il fascismo fa sì che ci ritroviamo i fascisti nelle piazze. Il qualunquismo è un nemico scivoloso e non riguarda solo la politica: è qualunquismo anche prendersela con Sfera Ebbasta e i suoi testi per la tragedia di Corinaldo".

"Anche quando si parla di musica si usano categorie banali: mentre ancora si sta a discutere sulle sue idee politiche, ancora prima che la sua musica arrivasse sul web, c'è stata una riscoperta di Lucio Battisti: 'Mango' è un pezzo battistiano - spiega - Battisti è stato un genio ma credo che non sia mai stata valutata abbastanza la sua anima black, anche se il più 'nero' degli italiani è stato Pino Daniele. Oggi alla musica italiana manca un po' di groove, in compenso c'è una riscoperta della melodia, penso ai debiti dichiarati nei confronti di Venditti e Carboni". Il ritratto di Willie Peyote è in una battuta fulminante in risposta a una domanda sul deficit culturale dell'Italia in fatto di riferimenti musicali: "A Londra tutti sanno chi è Marvin Gaye ma non hanno il bidet, noi ci laviamo il culo ma nessuno sa chi è Marvin Gaye". Il suo nuovo tour comincerà il 14 febbraio a Nonantola (MO) e proseguirà il 15 a Padova, il 20 e il 21 a Venaria (TO), il 27 a Napoli, il 28 a Modsugno (BA), il 4 marzo a Milano, il 7 a Bologna, il 12 a Roma e il 13 a Firenze.

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