Gemitaiz & MadMan, era arrivato il momento di tornare

Esce Scatola nera, terzo album a quattro mani. A marzo i palasport

 "Cinque anni senza Gemitaiz & MadMan sono tanti, era il momento giusto di tornare, avevamo tante cose da dire. Si sentiva la nostra mancanza". Il power duo del rap italiano, forte dei successi degli ultimi lavori da solisti ma allo stesso tempo capace di completarsi come pochi in coppia ("insieme ci prendiamo una pausa da noi stessi, è una sorta di spin off"), è pronto a sbancare con il nuovo album in uscita il 20 settembre, dal titolo 'Scatola nera' (Tanta Roba Label/Island/Universal Music).
Il terzo lavoro in studio del progetto a due, scritto, prodotto e registrato tra Los Angeles, Roma e la Puglia, dopo 'Detto, Fatto.' del 2012 e 'Kepler' del 2014. "Il terzo ufficiale - tengono a precisare i due artisti trentunenni, legati da un'amicizia che dura ormai da 15 anni -, ma tra featuring e collaborazioni, sono molti di più. Non esiste che uno dei due faccia un disco senza che l'altro partecipi". La loro - raccontano - non è una collaborazione che nasce a tavolino. "E' tutto molto spontaneo. Del resto non potrebbe che essere così, sentendoci praticamente tutti i giorni". Carriera solista e quella in duo procedono di pari passo, linfa vitale una per l'altra. "Siamo come la maionese - scherza MadMan -.
Buona sia da sola che in accompagnamento". 'Scatola Nera' ha coinvolto anche molti amici e colleghi: da Salmo a Marracash e Guè Pequeno, passando per Tha Supreme e Priestess. "Ma i veri pezzi forti - sottolineano Gemitaiz e MadMan - sono quelli che non ti aspetti, quelli con Giorgia e con Mahmood, in un confronto che va al di là di generi e generazioni". Giorgia duetta nel brano che dà il titolo all'album. "Non abbiamo avuto necessità di convincerla. E' stata lei a farci arrivare un apprezzamento per il nostro lavoro e così abbiamo pensato di coinvolgerla. La traccia c'era già, gliel'abbiamo proposta e lei non ci ha pensato due volte. E' il suo primo featuring con dei rapper. E ne siamo orgogliosi", dice Gemitaiz. Mentre su Mahmood (nel brano Karate), arrivano i complimenti di MadMam: "E' un artista trasversale, tra i più talentuosi in questo momento". I due brani, ne è convinto il duo, saranno anche il modo per entrare in contatto con chi non frequenta normalmente l'hip hop. "Grazie a sonorità più familiari". Tra i titoli presenti nell'album ne spunta anche uno che potrebbe far pensare a un omaggio ai Red Hot Chili Peppers: Californication. "Più che un tributo è l'immaginario che suscita quel brano. Eravamo a Los Angeles e le sensazioni che ci rimandava hanno ispirato il brano", spiega Gemitaiz che poi rimanda al mittente qualunque accusa di istigazione all'uso di droghe nei testi. "La musica equivale a libertà di espressione.
Non faccio musica pensando a chi mi ascolta. La musica è arte, e l'arte dovrebbe essere libera e non vincolata".
A marzo, ad attendere i due rapper, ci sono i palasport di Roma e Milano (il 13 e il 20 marzo), con tanti ospiti: "un traguardo fondamentale. Perché l'obiettivo è fare sempre meglio".

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