Mondo Marcio, "Mina ed io, lei angelo io demone"

Esce "Uomo!", nuovo album del rapper, "esorto a essere se stessi"

Nella Giornata Internazionale dedicata alle Donne, esce Uomo!, il nuovo disco di Mondo Marcio. Una provocazione? "Niente affatto, la mia vuole essere piuttosto una dedica d'amore e un invito a tutti, uomini e donne, a essere se stessi fino in fondo e a combattere per i propri diritti, sempre", dice il rapper milanese che nel nuovo lavoro vanta la partecipazione di Mina in Angeli e Demoni (e non Dan Brown non c'entra, assicura). "Nel 2012 avevo campionato la sua voce in Un bacio (troppo poco) - racconta il 32enne -, a lei piacque e mi invitò a fare un album intero così, Nella bocca della tigre (2014). Due anni dopo scrissi Se mi ami davvero per il disco con Celentano. Oggi Angeli e Demoni: il contrasto tra ambizioni e paure, tra bene e male. Inutile dire che il contrasto è anche tra noi, lei angelo io demone. Ma è sbagliato incasellare la musica. Siamo allo stesso tempo molto lontani e molto vicini". Tra i primi a portare l'hip hop al grande pubblico, Mondo Marcio, all'anagrafe Gian Marco Marcello, ha una visione critica sulla situazione attuale e nelle sue canzoni non perde occasione per dare più di una stoccata ai colleghi. "Il rap ora va di moda, nel bene e nel male. Si è appropriato di spazi, se ne parla, ha successo. Ma se prima ci inventavamo di tutto per trovare i soldi per andare in studio, oggi si è ribaltato tutto e si fa musica per fare i soldi, una sorta di scorciatoia per la ricchezza e il successo - afferma senza ombra di incertezze Mondo Marcio -. La mia è una critica alla mentalità, a chi si sente già arrivato ed è solo all'inizio. Io vedo solo omologazione". Per questo, spiega, fa fatica a distinguere i nuovi rapper, "stessa voce, stesso look, stesse sonorità".
Lui intanto va per la sua strada, esplora sentieri nuovi, segna il cammino per chi arriverà dopo. "Sono stato io parlare della mamma in un brano, ora lo fanno tutti. Nei miei dischi ci finisce quello che vivo, quello che mi succede, le esperienze che faccio. Cerco di essere vero. Per questo sono passati tre anni dall'ultimo disco. Cosa hai da raccontare se fai un disco all'anno?", chiede retoricamente. Gli spunti li prende dall'arte, dal cinema, dalla letteratura, dal mondo. "A breve mi trasferisco a New York per un bel periodo - rivela -, lì c'è fermento e attenzione alle novità. In Italia la cultura è ferma al Rinascimento". E Sanremo? "Non è ancora il momento, il mio pubblico non capirebbe".
Non mancano, nei suoi testi, anche riferimenti alla droga, come molti rapper, per questo finiti nel mirino. "L'arte non dovrebbe mai essere presa ad esempio, e gli artisti non sono dei modelli di riferimento. L'arte imita la realtà e nelle vita di tutti i giorni le canne esistono. Dovrebbe, anzi, essere bello che qualcuno ne parli e non nasconda la realtà dietro lo sguardo edulcorato e finto del pop. Ma sia chiaro, non disprezzo nessuna forma di musica".
In contemporanea all'uscita del disco a Milano è allestito anche un temporary store che racconta Mondo Marcio a 360 gradi alla Key Gallery. Poi da aprile il ritorno sul palco, prima in Europa, poi il 10 a Roma e il 18 a Milano.

   

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