Gabriele Ciampi, io maestro vintage a stelle e strisce

Esce il 26 ottobre "Hybrid", album tra classica e hip hop

Musica classica da una parte e hip hop dall'altra; Roma e l'Italia a confronto con Los Angeles e gli Stati Uniti; tradizione e contemporaneità; carta-e-matita e tecnologia. Apparenti contrapposizioni per chi non considera le contaminazioni "un arricchimento, una fonte di ispirazione, una spinta a creare", come invece fa il maestro e compositore Gabriele Ciampi. Il giovane direttore d'orchestra romano, primo italiano a esibirsi alla Casa Bianca su invito dell'allora first Lady Michelle Obama e con sei mesi all'attivo all'anno negli States, è pronto a pubblicare il suo nuovo lavoro, dall'evocativo titolo "Hybrid" (in uscita il 26 ottobre per Universal Music), in cui si le differenti anime della sua vita e della sua arte si compenetrano, si mescolano, si rinnovano. "Ho tentato un esperimento, che magari può dare l'incipit per sviluppare un genere: l'hip hop sinfonico". Già, perché la sua formazione rigidamente classica da conservatorio è andata a far conoscenza, nel brano che dà il titolo all'album, della contemporaneità dell'hip hop, "al quale ho aggiunto un tocco evocativo, direi cinematografico".
"Il rap era un genere per me inesplorato, che mi era completamente estraneo ed ho dovuto studiare molto - racconta Ciampi, lunghi capelli sciolti, scarpe da ginnastica e t-shirt con il logo di Batman, lontano anni luce dall'immagine del rigido direttore d'orchestra che da giurato agli ultimi Grammy Awards ha conosciuto Bruno Mars -. Ho cominciato da quello americano degli anni Novanta, che aveva una certa struttura.
Oggi manca, si è estremizzato ed è tutto bit e niente armonia". A 42 anni, Ciampi, però, riconosce di essere un nostalgico del passato in quasi tutto. "Sono un po' vintage, è vero.
Compongo ancora usando carta e matita perché solo in questo modo sento di poter lasciare un segno permanente del mio stato d'animo. Credo che il ritorno al passato, nella musica, nel cinema, persino in cucina (ha partecipato anche a Masterchef Usa, ndr), possa essere grande fonte d'ispirazione. Tutto è stato già fatto, ma la sfida è riuscire a fare cose che siano ancora interessanti". Non disdegna l'idea di comporre colonne sonore, "ma solo se il regista mi lasciasse mano libera, dando il 50% di importanza alla musica. Come fa Steven Spielberg, ad esempio. Tra gli italiani mi piacerebbe lavorare con Gabriele Muccino o Giuseppe Tornatore". Hybrid è un album che si declina anche al femminile. Nel tentativo di rompere gli schemi, Ciampi ha anche acceso i riflettori sulle donne musiciste, lavorando con artiste da tutto il mondo: un'orchestra composta di sole donne provenienti dall'Italia, dalla Russia e dall'estremo Oriente, con un Direttore Assistente e prima viola proveniente dal Sud America che lo accompagneranno nei concerti dal vivo (tornerà in Italia il 4 dicembre a Milano e poi a Roma per il concerto di Capodanno il 1 gennaio). Ha completato il progetto discografico un team di donne che hanno dato il loro contributo creativo in campo grafico (Iran), della fotografia (Los Angeles) e del videomaker (California). "La donna musicista è penalizzata, ma credo che invece sia più creativa degli uomini. Colpa di un ambiente molto maschilista, di una tradizione che fa fatica a mutare".
Da "cervello in prestito che è andato per tornare", dall'altra sponda dell'oceano vede l'Italia "creativa e geniale", mentre ritiene le rigide politiche di Trump in contrasto con la storia del Paese, che "ha la sua forza proprio in chi arriva da fuori".

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