Massive Attack dedicano il concerto ai migranti

Distopia e speranza nel Fabrique sold-out, stasera si replica

   La potenza politica e immaginifica della più celebre stagione dell'elettronica inglese è tornata a risuonare in Italia: ieri notte a Milano i Massive Attack hanno emozionato e fatto ballare un Fabrique gremito e sold out da mesi con la loro contaminazione di trip-hop e rock. Se due anni fa il gruppo di Bristol aveva girato l'Italia soprattutto sulla scia dei vecchi successi, oggi Robert Del Naja e Grant Marshall sono in tour con tutta la loro famiglia artistica (i cantanti storici Martina Topley-Bird e Horace Andy, il giovane Azekel e Deborah Miller) per due ragioni molto attuali: da una parte presentare le nuove tracce dell'EP 'Ritual Spirit' pubblicato il 28 gennaio, primo passo di un progetto ampio che ha già visto l'uscita dell'applicazione per smartphone 'Fantom' e che proseguirà con un secondo EP e infine un album nei prossimi mesi; dall'altra denunciare l'indifferenza per la tragedia dei migranti promuovendo una raccolta fondi UNHCR. Dietro le spalle del duo scorrono infatti le immagini del fotoreporter Giles Duley, scatti che documentano i viaggi della speranza dei rifugiati siriani in un racconto che da Lesbo arriva a Calais passando per le frontiere chiuse di tanti paesi europei. Da anni i Massive Attack usano i visual trasmessi da schermi a LED per stimolare il pubblico con informazioni e messaggi, spesso casuali, che proponevano un contrappunto narrativo alla loro musica crepuscolare e onirica: si tratta soprattutto di un invito a un confronto fra interiore ed esteriore, e non a caso l'app 'Fantom' rielabora le nuove canzoni in base alle condizioni atmosferiche e al battito cardiaco dell'ascoltatore. Ma il progetto visuale di questo tour va oltre e descrive in parole e immagini una distopia della società dell'informazione: si passa dalla denuncia sul divario fra costi e prezzi dei medicinali nell'ossessiva 'Battle Box 001' che apre il live alla surreale conversazione fra operatori di droni in 'Jupiter', dall'elenco di monumenti distrutti da estremisti religiosi sopra 'Safe From Harm' all'esortazione all'unità dei popoli per un mondo egualitario che contrasta con la cupezza dell'ultimo singolo 'Take It There', mentre sulle note di 'Inertia Creeps', uno dei brani storici del duo, scorre una serie di notizie dall'Italia e dal mondo, un generatore di news che mescola Papa Francesco e Simona Ventura, il Family Day e le ultime dalla Siria. Proprio la guerra civile siriana è al centro mentre Horace Andy intona 'Girl I Love You' davanti ai tragici numeri dell'esodo siriano e alle foto di Duley, che ritornano poi prima dei bis, accolte dagli applausi del pubblico. C'è spazio anche per le nuove tracce di 'Ritual Spirit', come 'Voodoo In My Blood' eseguita su disco e dal vivo con il gruppo di spalla, il trio scozzese degli Young Fathers, che ha preso il centro del palco anche nell'inedita 'He Needs Me', dove acuti e ritmi tribali convivono senza struttura. Non solo una parata di vecchi successi, insomma, anche se le migliaia di presenti hanno accolto con ovazioni hit come 'Paradise Circus', 'Angel' o 'Unfinished Sympathy' che ha chiuso il live dopo quasi due ore. I Massive Attack torneranno a suonare stasera al Fabrique di Milano, mentre domani saranno al Gran Teatro Geox di Padova per l'ultima tappa italiana del loro tour.(ANSA).
   

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