Fornaciari, canto i migranti per lasciare il segno

Il 12/2 esce Questo Tempo, al Festival con brano Blu su migranti

Più consapevolezza e meno sentimentalismi. E' questa la nuova Irene Fornaciari, che è pronta a tornare al Festival di Sanremo e contemporaneamente a far ascoltare il suo nuovo disco "Questo Tempo", in uscita il 12 febbraio, a quattro anni dal precedente Grande Mistero. "Sono cambiata io, è cambiata la mia voce, ora è più profonda. Dopo quattro anni dall'ultimo album, torno cresciuta, più matura e consapevole grazie alle esperienze che ho accumulato. Più determinata e forse anche più arrabbiata per quello che vedo intorno a me", dice la 32enne figlia di Zucchero che ha tradotto il cambiamento in testi più riflessivi, ma con un finale di speranza, come quello che porta al Festival, Blu, che racconta in modo poetico il dramma dei migranti. "Farà sicuramente discutere la mia scelta, si dirà che ho strumentalizzato il dramma del piccolo Aylan, morto su una spiaggia. Credo, però, che possa far riflettere, che un'immagine così forte serva ad attirare l'attenzione su un problema enorme davanti al quale siamo impotenti. Raccontare una storia serve a renderla reale e a far capire che i migranti sono persone in carne e ossa che hanno una vita".
E tutto l'album diventa uno scatto del tempo in cui viviamo ("Questo tempo", come dice il titolo), ma è uno scatto che immortala anche la stessa Irene e un'esortazione a vivere il presente. "Un'esortazione che rivolgo prima di tutto a me, una che ha sempre vissuto nell'ansia", dice la giovane Fornaciari che in oltre 10 anni di carriera ha faticato a staccarsi di dosso l'etichetta di "figlia di..". "Essere figlia di Zucchero mi ha complicato parecchio la vita. Certo, a volte mi ha aperto qualche porta, ma ho dovuto confrontarmi con i pregiudizi di tanti. Oggi credo di aver trovato la mia strada, anche grazie ai suoi consigli".
Di Sanremo, dove torna per la quarta volta, la spaventa la paura di "sprecare un'occasione". "Ti giochi tutto in quei tre minuti dell'esibizione, ma è importante che oltre al singolo venga fuori tutto il progetto. L'importante è lasciare il segno, far arrivare l'emozione al cuore della gente. Avendo già frequentato quel palco il mio obiettivo è riuscire ad allargare la mia platea, per avere un pubblico sempre più vasto per il quale suonare". Per la serata delle cover ha scelto... la cover di una cover, ovvero Se perdo anche te di Gianni Morandi del 1966, remake di Solitary Man di Neil Diamond. "Però non assomiglierà né all'una né all'altra e sarà rivoluzionata negli arrangiamenti", spiega la giovane Fornaciari che da tempo l'ha inserita nel suo repertorio. "E poi avevo bisogno di un brano più leggero, rispetto a quello che porto in gara". (ANSA).

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