Nathalie Guetta, Dodici in caso di stress

L'attrice nota per Don Matteo pubblica suo primo libro

"Aspetta qui, devo vedere se dorme. Sai, da noi è peccato." Le fa segno con la mano di aspettare e scompare dentro casa. Lei rimane in piedi, comincia ad avere sonno e spera che la cosa non si protrarrà a lungo. Le piacciono questo silenzio e questa tranquillità, avrebbe quasi voglia di sdraiarsi per terra ad aspettare. Le viene in mente una situazione simile: tanto tempo prima, in vacanza in Spagna, un ragazzo le aveva detto aspettami qua, torno subito, e non era mai tornato. Solo che l'aveva lasciata su uno scoglio e, dopo tre ore di attesa, ne aveva passate altrettante a domandarsi dove andare: alla fine si era fatto giorno. "Dodici in caso di stress", è il primo romanzo di Nathalie Guetta l'attrice di origine francese (sorella di David produttore discografico e Dj noto in tutto il mondo ndr.) protagonista per tanti anni della serie "Don Matteo", e che ha stregato il pubblico sulla pista di Ballando con le stelle, dove descrive un nuovo spaccato della sua personalità. Pubblicato con il marchio Cut-Up, casa editrice di La Spezia, all'interno della Collana Qulture, gestita dalla "Associazione Qulture e.t.s.

    In una Parigi adagiata sui suoi ponti e i suoi bar, sul cibo etnico e gli ascensori, si dipana la storia d'amore tra Chloé e Houssine. Lei, ebrea, ha 46 anni; lui, musulmano, di anni ne ha 28. Il loro rapporto è vitale nonostante le ansie e i sensi di inadeguatezza, le differenze culturali e anagrafiche, le idiosincrasie. Houssine è sempre sul punto di sposarsi con altre donne anche se sostiene di amarla, Chloé talvolta lascia trasparire le insicurezze legate alla paura dell'invecchiamento che sono proprie di tutti noi. Chloé possiede un gatto vivace e amante della libertà che le dà filo da torcere, contribuendo ad aumentarne lo stress. E le sigarette, per auto imposizione, non possono essere più di dodici al giorno. Alla fine, a sorpresa, sarà lei a sposarsi con un altro uomo, lasciando Houssine a fare i conti con un sentimento di cui non era pienamente consapevole.

    Perché l'amore è confronto, è volo e caduta, ma non ha nulla di metafisico quando combatte e si rivela nel quotidiano, come un pane necessario anche se, a volte, difficile da masticare.
    Una storia narrata con un linguaggio colloquiale, diretto eppure introspettivo, che ricorda tanta letteratura e cinematografia francese.

    Così è la storia d'amore tra Chloé e Houssine: non fa in tempo a entrare in scena col passo circospetto e imbarazzato della sua protagonista, che già, come la vita, capitombola tra situazioni comiche, commosse e poi anche buffe e pensose, dolorose, litigiose, impacciate, ruvide… persino feline. Dodici, allora, come numero scaramantico per rabbonire le ansie della vita e il logorìo delle scelte che toccano. Oppure dodici come metaforica, difficile linea di galleggiamento da tenere, quando serve, per portarsi al riparo di un porto, il più lontano dai dolori dell'anima.
   

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