Sollima-Saviano sulle vie della coca che muove il mondo

A Venezia Zerozerozero, serie kolossal su Sky nel 2020

VENEZIA - Dalla Colombia alle piazze occidentali seguendo le rotte commerciali della materia che muove il mondo, la cocaina. Zerozerozero arriverà nel 2020 in tv su Sky raccontando il viaggio di un singolo carico di droga, mostrando i paesi che attraversa, le realtà che tocca, sconfinando tra bene e male di continuo. E' una produzione kolossal internazionale, che parte dalla creatività italiana, con la regia di Stefano Sollima, ed è un nuovo romanzo-inchiesta di Roberto Saviano che viene trasposto per immagini. A Venezia 76 oggi la prima mondiale dei primi due episodi della serie originale Sky Studios, una produzione Cattleya e Bartlebyfilm per Sky Studios, Canal+ e Amazon Prime Video, è l'evento del Fuori Concorsoi.

Nel puzzle di storie che cominciano dall'ordine di acquisto di un clan della 'ndrangheta, ZeroZeroZero svela i meccanismi con cui l'economia illegale diventa parte dell'economia legale e come entrambe siano collegate a una spietata logica di potere e controllo che influenza le vite e le relazioni delle persone. La cocaina è "l'unica materia comparabile al petrolio, la facilità con cui può essere venduta non ha eguali. Se io le dessi ora un sacchetto di cocaina - ha detto Saviano rivolgendosi ad una giornalista - lei la venderebbe prima ancora di lasciare il Palazzo del Cinema, al contrario ad esempio di un sacchetto di diamanti. E perché la cocaina regna? Perché la vita è una merda, ti fa sentire sempre troppo brutto, troppo povero, troppo grasso, ti fa lavorare sempre di più e infatti la prendono operai edili, tassisti, chirurghi, la cocaina ti attiva con il mondo, al contrario dell'eroina che ti disattiva. Ecco perché muove l'economia".

La cocaina, perciò, ha sostenuto Saviano, "andrebbe legalizzata, solo così si bloccherebbero i pozzi di petrolio delle organizzazioni criminali. La legalizzazione trasformerebbe l'economia mondiale: il narcotraffico di cocaina attraversa il mondo legale, gli dà forza, liquidità". Stefano Sollima, il regista di Romanzo Criminale la serie e recentemente al cinema in Usa con Soldado, si è interessato a Zerozerozero "per l'angolazione speciale con cui raccontava il narcotraffico già tante volte oggetto di film e serie. L'idea del singolo viaggio seguito passo passo per far capire nel complesso come questa merce muova l'economia globale era la cosa intrigante". La messa in scena è kolossal, "come anche il budget che è più che alto, è oltre", ha detto Riccardo Tozzi di Cattleya, mentre Nicola Maccanico (Evp Programming Sky Italia) si è detto convinto che Zerozerozero per il suo impianto produttivo scriva "una pagina evolutiva della storia delle serie". Sceneggiate da Leonardo Fasoli e Mauricio Katz, le otto puntate della serie "non spettacolarizzano la droga, ma ne mostrano il valore assoluto in termini economici tappa dopo tappa. Un chilo di coca - ha detto Saviano - costa in Colombia all'origine 2000 euro, che diventano 15mila in Messico, 27mila in America, 54mila in Italia, 70mila in Inghilterra, 45mila in Spagna. Con 10mila euro di cocaina diventi milionario: da 1 chilo ne ricavi, tagliandola, almeno 3 che diventano con 3000 dosi un guadagno di 200mila euro, che salgono a 300mila se la tagli con schifezze per le periferie del mondo". Girata in America, Europa e Africa, in sei lingue, con riprese durate quasi un anno, la serie ha un cast internazionale con Andrea Riseborough, Dane DeHaan, Gabriel Byrne, Harold Torres, Giuseppe De Domenico, Adriano Chiaramida, Francesco Colella e Tcheky Karyo. Nella prima puntata si vede un capo 'ndrangheta nascosto sottoterra in Aspromonte: "Sono l'ultima classe dirigente disposta al sacrificio. A loro non interessa il denaro, ma il potere e per questo sono disposti a odio, solitudine, carcere. Per questo spesso hanno una religiosità quasi mistica: i mafiosi sono - ha concluso Saviano - gli ultimi calvinisti del mondo".

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