Valentino Zeichen, allo 'Strega' con 'La Sumera'

Picca e Minore candidano primo romanzo poeta pubblicato da Fazi

(ANSA) - Un "poeta stregato". Valentino Zeichen si sente così nella nuova sfida che lo aspetta: Fazi Editore candida al Premio Strega 2016, 'La Sumera', il suo primo romanzo, presentato dagli Amici della Domenica Aurelio Picca e Renato Minore. "Non avrei mai immaginato una cosa simile nella mia vita" dice Zeichen all'ANSA, tra i maggiori poeti contemporanei, autore di numerose raccolte di poesie dal 1974 quando uscì la prima, pubblicate negli ultimi anni negli Oscar Mondadori.

"Me la vivo con aplomb, ho modi da snob. E poi, insomma, è molto divertente poter fare delle cose così, che capitano. Dove non c'è quella intenzionalità feroce nei confronti dell'obiettivo. Dove tutto avviene naturalmente. In letteratura sono stato abbastanza fortunato. Ho trovato subito gli editori. Mi hanno bene accettato sempre. Se 'La Sumera' sarà in corsa allo Strega vuol dire che ho una prosa efficace , che scrivo bene" racconta ridendo. E, aggiunge: "Sono un pericolo per molti autori".

Intanto, già cominciano a circolare indiscrezioni sulle prossime candidature allo Strega 2016. Tra i sicuri Antonio Moresco con il nuovo romanzo 'L'addio' pubblicato da Giunti e 'Notturno Bizantino. La lunga fine di un impero' (La Lepre edizioni) di Luigi De Pascalis. Tra i rumors, tutti da verificare, si insinuano anche i nomi di Claudio Magris per Garzanti, Luca Doninelli per Bompiani e Antonio Monda per Mondadori. "Sono - spiega Zeichen - un poeta narrativo, un poeta del racconto, molto veloce e simultaneo, soprattutto nei tempi di Internet. Lavoro come un chimico che fa prodotti sofisticati".

Ne 'La Sumera', uscito a fine 2015, tre amici, due pittori e un poeta, si muovono in una Roma sempre più indifferente. In passeggiate tra la Flaminia e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna, dibattono di pittura, poesia, cercano nuove strade. Sono "tre vecchi ragazzi", un pò vitelloni felliniani, che si struggono tra amori impossibili e post romantici. Tutto si ferma davanti a una donna senza nome, la Sumera appunto. "I protagonisti - afferma - sono sempre persone di un certo ceto, di una certa velleitaria professionalità. Ho già due Oscar Mondadori con le mie poesie. Ho il medagliere, ma l'ambizione non si ferma. A spingermi con più sicurezza verso il romanzo è stata la scrittura di una serie di racconti, dieci o dodici anni fa, pubblicati la domenica su 'La Repubblica'".

Zeichen, che è originario di Fiume ma vive da sempre a Roma, conosce bene il Premio Strega: "ho passato diverse belle serate in quel bagno di folla e curiosità. Aurelio Picca e Renato Minore sono due amici molto severi e molto amanti della letteratura. Ho la loro stima e questo mi lusinga". Dopo 'La Sumera' Zeichen vuole continuare sulla strada della narrativa: "non ho più nulla da dire con la poesia. Basta, non ne posso più. La narrativa è un abisso interiore di fantasmi, di cose reali. Io sono un concettuale, non vedo mai niente con la poesia. Nella prosa invece le figure si avvicendano, passano. Probabilmente farò qualcos'altro". (ANSA).

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