John Turturro, 'Il mio Jesus è libertà e generosità'

Alla Festa del Cinema di Roma il film in anteprima mondiale

"Il film parla di spirito libero e generosità. Proprio come la commedia francese a cui è ispirato". Così a Roma il regista-attore John Turturro parla di Jesus Rolls - Quintana è tornato, scritto e diretto da lui dove torna a vestire i panni di Jesus Quintana, il campione di bowling già da lui interpretato in Il Grande Lebowski dei fratelli Coen.

Presentato in anteprima mondiale come preapertura della 14ª Festa del Cinema di Roma, Jesus Rolls - Quintana è tornato, ispirato a "I santissimi" di Bertrand Blier del 1974 tratto dal romanzo dello stesso regista Les Valseuses, sarà in sala dal 17 ottobre con Europictures.

La commedia comunque ricalca in parte il film originale di Blier che fece all'epoca un certo scandalo mettendo in campo un bizzarro trio di disadattati composto appunto da Jesus, appena uscito di prigione, Petey (Bobby Cannavale), suo amico e gregario, e Marie, Audrey Tautou (Il favoloso mondo di Amelie), una ragazza stralunata che generosamente divide il letto con entrambi, ma ha un problema non da poco: è totalmente frigida.

Nel cast anche Susan Sarandon, una donna appena uscita di prigione, abbastanza malinconica, ma capace di fare sesso a tre con Turturro e Cannavale; Sonia Braga, madre escort di Jesus e, infine, Christopher Walken in un cameo.

Tra i brani dei Gipsy King, mambo, salsa e flamenco (le musiche sono di Émilie Simon), Jesus si troverà prima a scontrarsi con un parrucchiere armato di pistola e poi, insieme a Cannavale e Tatou, in una lunga fuga on the road da legge e società durante la quale si formerà una strana comune a tre dove saltano, una ad una, tutte le regole.

"È vero - spiega Turturro a Roma - in questo film è molto importante la relazione che si instaura tra maschi e femmine. Ci sono maschi capaci di dormire abbracciati e ossessionati poi dal pensiero di saper soddisfare una donna. C'è una sessualità fluida in tutto il film - continua il regista -. Una sessualità che scorre tra me, Cannavale e Marie che diventa come nostra sorella". Anche Cannavale, padre originario di Avellino e madre cubana, crede ci sia "una grande generosità in tutti i personaggi del film. Certo c'è anche il tema della marginalizzazione, tutti i protagonisti sono loser e, ovviamente, c'è la sessualità raccontata e vista come gioco".

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