Caniba e Brawl in Cell, gli 'inguardabili' al Lido

Al Lido due film indicati da Barbera come 'indigesti'

Ci sono 'Gli imperdonabili', scrittori e filosofi cantati da Cristina Campo e gli 'inguardabili' secondo Alberto Barbera, direttore artistico della 74/a edizione della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia (30 agosto-9 settembre) che si annuncia monstre. Barbera infatti, nel descrivere puntualmente i film delle varie sezioni del festival nella conferenza stampa di fine luglio, ne ha segnalati due, secondo lui, di difficile digestione: il documentario francese CANIBA di Verena Paravel e Lucien Castaing-Taylor (Orizzonti) sulla vera storia del cannibale Issei Sagawa, che ha descritto come "disturbante" e BRAWL IN CELL BLOCK 99 di S. Craig Zahler (Stati Uniti, Fuori Concorso) con Vince Vaughn, Jennifer Carpenter, Don Johnson e Udo Kier, per Barbera "due ore di violenza allo stato puro".

Il primo racconta di un fatto vero avvenuto l'11 giugno 1982 quando Issei Sagawa, studente giapponese alla Sorbona di Parigi, invita nella propria abitazione una compagna di studi olandese, la uccide con un fucile e ne mangia varie parti del corpo (ben sette chili) per due giorni prima di essere catturato dalla polizia. Ma non finisce qui. Nell'intervista fatta dai due registi antropologi a Sagawa e al fratello (anche lui teorico appassionato dell'antropofagia) emerge tutto quello che accadra' dopo a questo giapponese di piccola taglia e dallo sguardo mite. Dichiarato inabile ad affrontare il processo, viene affidato a un istituto di igiene mentale. Tornato in Giappone, viene poi dimesso dall'ospedale psichiatrico e diventa un personaggio pubblico, quasi un eroe: autore di libri, tra cui un manga sconvolgente in quanto a immagini esplicite, ospite in televisione e attore in film porno. Il documentario, a quanto si annuncia, e' forte, piu' che per le immagini proposte, per quelle evocate e per la teorizzazione dell'antropofagia come inevitabile pulsione verso la carne umana. Verena Paravel e Lucien Castaing-Taylor con Leviathan hanno vinto nel 2012, al Festival di Locarno, il Don Quixote Award - Special Mention e il Premio Fipresci.

Tutt'altra storia per BRAWL IN CELL BLOCK 99. Qui a disturbare sono la forza e la veridicita' della violenza di Bradley (Vince Vaughn), un uomo che, dopo aver perso il suo lavoro da meccanico e la moglie, passa a un certo punto dalla parte dei cattivi e si mette a lavorare, grazie a un suo vecchio amico, come corriere della droga. Per lui arriva a un certo punto la galera. Una volta in prigione, dove abbondano dialoghi tarantiniani, Bradley, superdefinito e con cranio pelato, si da' da fare con la violenza. E sembra che in questo settore, supersfruttato e di difficile innovazione, S. Craigh Zahler, musicista, scrittore e cameraman e gia' autore del cannibal western Bone Tomahawk, abbia trovato una strada nuova. E questo almeno secondo la sensibilita' di Barbera.

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