Isabelle Huppert e la filosofia dell'ordinario

In sala il film di Mia Hansen-L›ve, Orso d'argento a Berlino

Se volete entrare nella vita ordinaria di una professoressa di filosofia ammantata di libri, 'Le cose che verranno' (L'avenir) di Mia Hansen-Love, in sala dal 20 aprile con Satine, è il vostro film. Nessun fatto straordinario, nessuna action, nessun vero dramma e, come effetti speciali, solo le parole di Jean Jacques Rousseau e Blaise Pascal. Insomma il fascino dell'ordinario con il valore aggiunto di Isabelle Huppert ("tutta raffinatezza, energia, humour e una certa ferocia", parole della regista) nei panni di Nathalie, insegnante di filosofia in un liceo di Parigi e sposata con Heinz (André Marcon), anch'egli professore di filosofia.
Per loro una casa piena di libri, scandita dagli autori da condividere nelle conversazioni, ma anche due figli adolescenti, Chloé e Johann. Per Nathalie, va detto, la filosofia non è solo un lavoro, ma la sua stessa vita. Un tempo rivoluzionaria, ha convertito poi l'idealismo giovanile "nell'ambizione più modesta di insegnare ai giovani a pensare con le proprie teste". Sua mission, quella di stimolare i suoi studenti ad avere il coraggio di vivere esattamente in linea con le loro idee.

Completano la famiglia, una madre anziana, vanitosa e fragile, Yvette (Edith Scob), che richiede giorno e notte le sue cure, e un gatto nero di nome Pandora.
Ma un giorno, improvvisamente, il suo mondo, apparentemente tranquillo, crolla: suo marito la lascia per un'altra donna e Nathalie si ritrova a confrontarsi con la solitudine, ma anche con un'inaspettata libertà. Lei non si scompone più di tanto: filosofia e complicità intellettuale di un ex studente, Fabien (Roman Kolinka), la introdurranno in un'altra vita da vivere.
"Il film racconta in maniera onesta e sincera la vita di una donna, in un modo realistico, senza nessuna fantasia, così com'è. Un film che parla alle donne, ma anche agli uomini e, a giudicare dal grande successo che sta avendo in molti paesi, dà un chiaro segnale che dovrebbero essere realizzati più film come questo. Bisogna raccontare più storie che parlano di donne, ed il cinema ha il potere per farlo". Così Isabelle Huppert commenta il suo trionfo come attrice dell'anno ai prestigiosi Critics' Circle Film Awards per il suo ruolo di Nathalie.

De Le cose che verranno - L'avenir, film che ha già ottenuto l'Orso d'Argento a Berlino per la miglior regia e conquistato il pubblico del Festival di Torino, dice la regista (Eden e Il padre dei miei figli): "I film sono per me ritratti in movimento e solo il cinema può realizzare questo. Cerco di raccontare una verità e di trovare una forma di pienezza, di compiutezza, anche senza che le storie debbano necessariamente finire bene. Questo è ciò che mi aspetto dal cinema".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA