Creed, Rocky più grande senza guantoni

In sala dal 14/1 Sylvester Stallone candidato all'Oscar

Va detto che Rocky Balboa (Sylvester Stallone) è ancora più grande senza guantoni e anche quando è vecchio, malato di cancro e con voglia di paternità come appare in 'Creed. Nato per combattere', ultimo atto della saga del pugile, in sala da giovedì con la Warner. Eppure il film, a firma di Ryan Coogler, che ha appena regalato a Sly un Golden Globe e una candidatura all'Oscar, non rinuncia a nessuno degli affidabili cliché della serie. Ovvero il pugile che vuole farcela, gli allenamenti con le galline da rincorrere, il grande campione in ritiro e soprattutto i tanti pugni da prendere, nella prima parte del match, e poi il riscatto finale. All'ultimo minuto.
Tutte cose a cui i fedelissimi del pugile di origine italiana dal cuore buono sono da sempre abituati e a cui la produzione di questo film non ha certo rinunciato.
Questa volta a picchiare duro è Adonis Johnson (Michael B.
Jordan), figlio illegittimo e, inizialmente ignaro, del leggendario Apollo Creed il più grande avversario di Rocky Balboa. Il ragazzo non ha infatti mai conosciuto il suo celebre padre, il campione del mondo dei pesi massimi, morto prima della sua nascita.
Ma la voglia di picchiare scorre nel suo sangue e così quando Adonis va a Philadelphia, luogo del leggendario incontro tra Apollo Creed e Rocky Balboa, dopo aver rinunciato a un dignitoso lavoro da dirigente, a un certo punto va a cercare Rocky e gli chiede di essere il suo allenatore, ma senza dire di essere il figlio di Apollo. Rocky vive da solo. Si è ritirato da tutto e si tiene lontano anche dalle palestre. Tra le sue poche occupazioni, la visita quotidiana sulla tomba della sua amata Adriana.
Ma l'insistenza di quel ragazzo alla fine coglie nel segno nel cuore del vecchio Rocky, a cui la vecchiaia ha portato la giusta ironia, e accade esattamente quello che deve accadere.
Sly accetta di allenarlo. Non solo. Lo accoglie anche nella sua casa e diventa per lui come un padre. Il fatto è che Adonis gli ricorda lui da ragazzo e rivede poi nel ragazzo anche la forza e la determinazione di Apollo. Come accade in questi casi arriva, anzi tempo, un impossibile rivale per il protetto di Rocky, ovvero 'Pretty' Ricky Conlan (Tony Bellew) un campione del mondo dei medio massimi che picchia duro. Ce la farà il figlio di Apollo Creed che ha tutti i tipici sensi di colpa di fregiarsi di un ingombrante cognome che non merita? Nessuno dubiti sul prevedibile finale, ma in questo film c'è anche un altro match da combattere, quello di Sly contro un cancro. Lui non ha voglia di curarsi come aveva fatto senza successo la sua amata Adriana, ma alla fine Sly si butterà anche in quest'ultima battaglia.

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