Bonisoli, alleati con gli Usa contro il traffico di opere d'arte

Catalogo con oltre 200 opere recuperate e mostra in ambasciata

WASHINGTON - Affreschi pompeiani, quadri moderni, codici miniati, monete romane, vasi, anfore, monili, sculture e statuette dell'antichità: sono oltre 200, e hanno un valore di mercato di decine di milioni di dollari, le opere d'arte del Belpaese importate illegalmente e recuperate negli Usa in oltre 15 anni di collaborazione tra autorità americane e italiane grazie ad un memorandum d'intesa firmato nel 2001 e rinnovato nel 2016. Uno sforzo ora documentato per la prima volta dal catalogo "Saving art, preserving heritage" (Gangemi editore), presentato all'ambasciata italiana a Washington alla presenza del ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli e di varie autorità dei due Paesi.

Un evento suggellato da una piccola mostra nell'atrio dell'ambasciata con 20 preziosi oggetti recuperati negli ultimi due anni, tra cui un pezzo del pavimento musivo di una delle navi dell'imperatore Caligola. Altri tre 'salvati' negli ultimi giorni, reperti di epoca greca, sono state restituiti ufficialmente al nostro Paese proprio ieri: un piccolo vaso per oli e unguenti, una brocca da vino e una terrina per i cibi. Tutti torneranno presto in Italia, sanando una ferita ancora aperta nel nostro patrimonio artistico: alcuni torneranno al legittimo proprietario, altri saranno esposti, ad esempio nel padiglione Italia all'Expo 2020 di Dubai, come ha preannunciato Bonisoli. Tra le opere di maggior spicco recuperate in Usa, principale mercato d'arte mondiale anche per le opere italiane trafugate, figurano il cratere a figure rosse di Eufronio, la statua della Venere di Morgantina, la testa di Druso Minore e quella di Traiano. Non mancano una tela di Giovan Battista Tiepolo (San Clemente) e un'altra attribuita a Iacopo da Bassano (la parabola del seminatore). La 'galleria' è arricchita da una statua marmorea di Venere di epoca romana, pagine di un libro corale miniato medievale, un cratere attico a figure rosse del V sec a.C. decorato da Methyse, un affresco di Venere con Cupido proveniente da Pompei. C'è anche una perla come la lettera scritta da Cristoforo Colombo ai reali di Spagna per annunciare la scoperta del Nuovo Mondo. Ciascuno di questi oggetti è unico e ha una storia da raccontare. Alcuni sono stati trafugati dai siti archeologici originari. Altri sono stati rubati da musei italiani o collezioni private.

Molti sono passati da persona a persona, o da persona a istituzioni, senza che se ne fosse accertata la provenienza in modo accurato. "Considero esemplari i risultati conseguiti grazie a questa collaborazione eccezionale e sono fermamente convinto della necessità di proseguire il cammino di cooperazione con gli Usa avviato oltre quindici anni fa tra Italia e Stati Uniti che, oltre all'attività di contrasto al mercato dei beni trafugati, ha offerto svariate opportunità per la ricerca accademica e una più ampia fruizione dell'immenso patrimonio italiano, anche attraverso il prestito delle nostre opere d'arte ad alcuni dei più grandi musei americani", ha sottolineato Bonisoli. "L'Italia ha messo la conservazione dell'eredità culturale in cima alla sua agenda sia a livello domestico che internazionale", ha osservato l'ambasciatore italiano in Usa Armando Varricchio, ricordando che essa è tra le priorità della presidenza italiana dell'Osce nel 2018 e "una delle forze trainanti delle relazioni bilaterali con gli Usa".

Alla cerimonia sono intervenuti, tra gli altri, il generale Fabrizio Parrulli, che guida il comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, oltre a dirigenti dell'Fbi, del dipartimento di stato e della homeland security.

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