Sarah Cosulich, porterò l'Italia nel mondo

Al via triennio 18-20. Bernabè: con l'arte Roma tornerà centrale

"Voglio portare l'Italia fuori e l'internazionalizzazione dentro al Paese. Seguirò una strategia centripeta che parte dall'esterno e si avvicina all'interno, valorizzando l'arte italiana e anche il territorio di Roma, dove c'è la nostra sede. Questo percorso a lungo termine è una grande opportunità per rendere la nostra istituzione un punto di riferimento anche all'estero per la promozione dell'arte": così Sarah Cosulich, nuova direttrice artistica della Fondazione La Quadriennale di Roma, racconta all'ANSA i suoi ambiziosi obiettivi per il triennio 2018-2020 che è stata chiamata a guidare, dopo aver vinto un bando pubblico a cui hanno partecipato oltre 100 candidati.

Triestina, classe 1974, studi a Washington e a Londra, Cosulich accoglie la responsabilità di ripetere e se possibile superare il successo della precedente Quadriennale, con una direzione al femminile: "Oggi le donne nel mondo artistico hanno conquistato importanza, ma nelle prime Quadriennali per esempio non c'erano: io spero di fare un buon lavoro e riuscire a rappresentare la figura femminile in modo corretto anche seguendo tematiche specifiche", afferma. Tra i suoi obiettivi anche quello di instaurare un buon rapporto con Roma. "Sono una outsider, spero che questo mio essere neutrale possa rappresentare un'opportunità. Guarderò le cose con un punto di vista esterno", afferma. "Non ho ancora incontrato l'amministrazione comunale, sono per il momento concentrata sui progetti. Ma la città è già amatissima nel mondo dell'arte, ora serve soltanto fare rete. E la Quadriennale avrà un ruolo complementare in questo". Il suo progetto punta sulla costruzione di una fitta rete di relazioni con l'estero e sulla promozione degli artisti italiani, con l'obiettivo di rafforzare il sistema dell'arte made in Italy, sia fuori che dentro il Paese.

Tre iniziative, diverse ma complementari, animeranno il triennio: il progetto Q-Rated, che prevede 3 workshop annuali aperti a 10 artisti e 2 curatori italiani dai 21 ai 32 anni selezionati tramite un bando (il primo workshop sarà a luglio, tenuto da Pierre Bal-Blanc, Elena Filipovic e James Richards) e l'organizzazione di simposi annuali con la partecipazione di curatori, direttori di museo, critici, professori universitari. Secondo step è Q-International, il programma di sostegno destinato alle istituzioni straniere che organizzano esposizioni con artisti italiani: ogni anno, attraverso 2 bandi, saranno selezionati i progetti a cui destinare vari tipi di contributi, dalla copertura delle spese per il trasporto delle opere o per l'assicurazione, ai costi di viaggio e di ospitalità per gli artisti. A conclusione del triennio, infine, la 17/a Quadriennale, la grande mostra del 2020: "Di fatto Q-Rated e Q-International costituiranno un bacino per realizzare la mostra finale del 2020, che curerò con Stefano Collicelli Cagol". Un appuntamento dunque che sarà costruito dopo un'intensa attività di ricerca: "Certo, perché vogliamo far capire che la curatela non è solo la mostra in sé, ma il processo che porta ad essa". Per dare avvio alle attività, la direttrice ha a disposizione 300 mila euro, risparmiati dalla scorsa Quadriennale, a cui si affiancherà un programma di fund raising. "Utilizzeremo l'Art Bonus, che si estende anche agli archivi e poi lavoreremo con gli sponsor su progetti specifici, in grado di dare visibilità all'Italia e a chi investe", spiega Franco Bernabè, presidente della Fondazione, a conclusione dell'incontro di presentazione del triennio. "Negli ultimi 15 anni - prosegue - il tessuto economico della città è stato depauperato. Entro il 2020 vogliamo il rilancio di Roma".

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