Leto, il La la land rock russo a Cannes

Sedia vuota per Serebrennikov. Putin, giustizia indipendente

Per Kirill Serebrennikov e' sedia vuota (empty seat) oggi alla conferenza stampa di 'Leto' (Summer), una sorta di La la Land rock russo molto applaudito stamani alla prima stampa e che potrebbe aspirare ad un posto nel Palmares. La sedia vuota, per l'eclettico e scomodo Kirill Serebrennikov, sta a dire che Vladimir Putin non ha fatto il miracolo. Il regista russo rimane cosi' agli arresti domiciliari, con l'accusa di frode fiscale, e questo nonostante le pressioni del ministro degli esteri francese, Jean-Yves Le Drian, a cui Putin avrebbe risposto secco, almeno secondo quanto detto stamani dal produttore Ylia Stewart: "la giustizia e' indipendente". Peccato, perche' il film di oltre due ore, girato sincopatamente b/n e colori e con interventi grafici pop d'epoca, ti fa piombare nella Russia degli anni Ottanta, nell'epoca Breznev, quando la scena rock era solo agli inizi e veniva vista come pericolosa: una musica controrivoluzionaria, una contaminazione dell'odiato Occidente capitalista. Le prime sequenze dicono tutto del clima di allora. Ci ritroviamo in un club rock di Leningrado, concessione del regime alla voglia di musica di questa nuova generazione degenerata, qui un gruppo rock suona, ma i giovani spettatori restano seduti, ingessati, non si muovono piu' di tanto per non rischiare di essere ripresi da funzionari del regime sovietico attenti a ogni movimento di troppo. Di scena comunque in Leto la biopic di due leggende del rock russo come Viktor Tsoi (cantante, chitarrista, attore, poeta e vigile del fuoco e leader della rock band Kino) e Mike Naumenko, frontman dei Zoopark, entrambi morti giovanissimi. Divisi o complici nei gusti musicali - si va dai Doors a Iggy Pop, dai Who a Lou Reed, dai Sex Pistol ai Velvet Underground - Tsoi (Teo Yoo) e Mike (Roman Bilyk/Roma Zver) si ritroveranno a condividere, con grande rivoluzionaria civilta', anche la stessa donna Natasha (Irina Starshenbaum), moglie di Mike, in una delicata storia d'amore che ricorda Jules e Jim. La musica rock, di allora e di oggi, sostiene tutto il film che a volte si fa videoclip e a volte coinvolgente musical. E alla fine in Sala Debussy arrivano veri applausi. Serebrennikov, prevalentemente regista teatrale, e' ai domiciliari dall'agosto del 2017, prima che il film fosse finito (lo ha montato a casa). E' accusato di frode fiscale per aver sottratto 68 milioni di rubli (circa 900 mila euro) per finanziare il progetto artistico Platforma. Ma l'ex direttore del teatro di avanguardia Gogol ha avuto il pieno sostegno di attori e registi sul buon lavoro svolto a Platforma. In passato il regista si era opposto all'annessione della Crimea e aveva appoggiato il movimento Lgtb, entrambe cose non troppo ben visto dal Cremlino. Va ricordato che nel 2006, alla prima Festa Internazionale di Roma, il suo "Izobrajaya Zhertvy - Playing the Victim" aveva vinto il premio come miglior film della giuria allora presieduta da Ettore Scola.

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