Ulrich Hub, la mia Volpe e le bugie

Scrittore e autore teatrale tedesco a Fiera Bologna con nuovo libro

(ANSA) - BOLOGNA, 5 APR - Pieni di dialoghi, con tanti animali, nascono per la maggior parte da piece teatrali i romanzi per ragazzi di Ulrich Hub, uno degli scrittori e autori tedeschi di teatro più apprezzati nel suo paese, e non solo, vincitore del Premio Andersen 2011 nella categoria 9-12 anni.

    Nel nuovo libro 'Le volpi non mentono mai' (Rizzoli), con disegni di Heike Drewlow, racconta l'importanza di essere sinceri e il valore dell'amicizia attraverso un'allegra brigata di animali rimasti intrappolati in un aeroporto. "Ho dato caratteristiche umane agli animali forzando la loro natura. Mi piace giocare con le potenzialità umane di entrambe le specie" spiega all'ANSA Hub, per la prima volta alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna che ha paese Ospite d'onore la Germania. Nato a Tubinga nel 1963 lo scrittore vive a Berlino e di lui Rizzoli ha pubblicato anche 'L'arca parte alle otto' diventato uno spettacolo teatrale della compagnia 'Teatro del Buratto'.

    Tutti i voli cancellati, ecco allora il pigro Panda, la vanitosa Tigre, l'Oca isterica e le Pecore gemelle intrappolati nella Lounge dell'aeroporto finché a scompigliare l'atmosfera arriva un'inattesa Volpe e ci si trova a confronto con le "bugie buone e cattive".

    "Questi animali non sono nell'ambiente in cui dovrebbero essere e non riescono più a capire a chi credere o non credere. Non è vero che ciò che è vero è sempre giusto e bello e ciò che è falso è sempre sbagliato e quindi brutto. Vorrei portare i ragazzi a capire che ci sono più sfumature del concetto di realtà e menzogna. A volte le piccole bugie sono a fin di bene" sottolinea Hub che parla un po' di italiano imparando studiando l'opera lirica di cui è appassionato. Quando un bambino impara a dire le prime bugie avviene la prima affermazione della sua indipendenza e identità. E' come se dicesse ai genitori: 'non sono solo quello che vedi di me'"    sottolinea Hub e poi aggiunge: questo in fondo è un libro sull'amicizia e sul suo grande valore, più affidabile dell'amore, e sull'umorismo che può salvare in molte situazioni".

Certo, l'ambientazione del libro in un aeroporto, con spari in lontananza e l'impossibilità di partire, fa pensare agli attentati terroristici. "Non era certo nei miei pensieri - dice Hub - ma capisco che in questo momento ci si possa pensare. In realtà la volpe ha fatto qualcosa che non doveva fare al duty free ma non diciamolo. Come studio preparatorio a questo libro in realtà ho pensato al film con Tom Hanks 'The Terminal', utile per capire come vivono le persone in una situazione bloccata. In aeroporto aspetti, aspetti, comperi e vai in un altro posto dove aspetti e compri. Il gesto della volpe al duty free può essere visto come un modo alla fine per dire 'riappropriamoci della vita e di cosa ci appartiene. Non siamo solo quello che il sistema e le cose ci impongono di essere".

   

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