Da Scala a Biondo Palermo, la galassia dei teatri

Stabili, lirica, tradizione, oltre 8 mila luoghi italiani

Ci sono i grandi e illustrissimi teatri secolari, dalla Scala di Milano al Massimo di Palermo, che ospitano le 14 Fondazioni liriche italiane. Ma anche i diversi e altrettanto blasonati Teatri Stabili (17 sparsi in tutto il paese quelli riuniti dall'associazione Platea) i 28 Teatri di tradizione (diffusi soprattutto al Nord), i 7 teatri Nazionali, i 19 a cui è stata riconosciuta la qualifica di Teatri di rilevante interesse culturale, 162 compagnie di giro, 29 centri di produzione teatrale.
    A dispetto della seria crisi in cui da tempo si dibatte il settore, sono tantissimi, sparsi un po' ovunque dal nord al sud del paese, i teatri, le sale da concerto, i palcoscenici per la danza italiani. In tutto 303 a cui si aggiungono le 14 fondazioni liriche, solo quelli finanziati dal Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus). Ma nel totale la potenziale platea che potrebbe essere toccata dalla festa, contando anche i concerti naturalmente e la danza, si allarga a migliaia di palcoscenici. L'annuario dello spettacolo 2014 della Siae, alla voce "Numero dei luoghi" riporta per esempio un totale di 8.161 luoghi per il teatro, 622 per la lirica, 554 per la Rivista e Commedia Musicale, 1.956 per il Balletto.
    E se non tutti, moltissimi - grazie all'accordo siglato tra Mibact e Agis - sceglieranno da qui ai prossimi mesi di aprire gratuitamente le porte al pubblico il 22 ottobre del 2016 per partecipare alla Giornata del teatro e dello spettacolo dal vivo lanciata dal ministro Franceschini, iniziativa che si punta a replicare - sulla scia del successo della domenica gratuita dei musei - ogni terzo sabato di ottobre. "Vogliamo fare entrare nei nostri teatri un po' tutti e soprattutto quelli che non sono mai entrati e che non ci conoscono", spiega tra gli altri il direttore dello Stabile di Torino e Presidente dell'associazione Platea Filippo Fonsatti, spiegando che la scelta della data è ricaduta su un sabato di fine ottobre proprio per raccogliere la più ampia platea possibile di pubblico, dai bambini ai giovani, dagli anziani ai disabili, per invitarli ad assistere a spettacoli ma anche per scoprire il fascino del 'dietro le quinte'. E chissà che qualcuno alla fine, dice, non arrivi a innamorarsi dei teatro proprio grazie a queste giornate, un po' come è stato appunto per i musei.
   

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