• Crollo ponte, Conte: 'Non lasceremo Genova da sola'. In vista nuovo CdM

Crollo ponte, Conte: 'Non lasceremo Genova da sola'. In vista nuovo CdM

Infuria la polemica politica dopo la decisione del governo di revocare la concessione ad Autostrade. Di Maio, 'leggina ad hoc per Benetton'. Renzi: 'Bugiardo'.

"Sabato, subito dopo i funerali, mi recherò in Prefettura per coordinare un'altra riunione del Centro di coordinamento dei soccorsi. Probabilmente nella stessa giornata si terrà un altro Consiglio dei Ministri. Non lasciamo sola Genova". Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un post.

Intanto infuria la polemica politica dopo la decisione del governo di revocare la concessione ad Autostrade dopo il crollo del ponte Morandi a Genova. Il vicepremier Di Maio conferma la scelta, assicura che 'lo Stato non pagherà penali' e lancia un duro attacco: 'Nello Sblocca Italia nel 2015 fu inserita di notte una leggina che prolungava la concessione a Autostrade in barba a qualsiasi forma di concorrenza. Si è fatta per finanziare le campagne elettorali. A me la campagna non l'ha pagata Benetton e sono libero di rescindere questi contratti'. Immediata e durissima la replica di Renzi: 'Chi dice che il mio Governo ha preso i soldi da Benetton o Autostrade è tecnicamente parlando un bugiardo. Se lo dice per motivi politici invece è uno sciacallo. Chi ha sbagliato deve pagare. Dire: 'Revochiamo la concessione' fa aumentare i like, ma governare è più complicato'. 

Di Maio sostiene anche che il governo non dovrà pagare nessuna penale: "I venti miliardi di penale si devono pagare quando si straccia un contratto senza motivazione. Qui non abbiamo avviato la procedura in maniera immotivata. Se la motivazione è giusta, e per ora ci sono quasi 40 morti, non credo che vadano pagate penali, anche perché farebbero incazzare ancora di più tutte le persone che in questo momento vogliono giustizia non solo a Genova ma in tutt'Italia". Poi ha annunciato: "Adesso desecretiamo i contratti delle concessioni autostradali. I cittadini non lo sanno ma quei documenti sono secretati e anche noi facciamo fatica a conoscerli". 

Da parte sua, l'altro vicepremier, Matteo Salvini, ha criticato la presa di posizione di Atlantia sulle conseguenze economiche della revoca della concessione: "Atlantia (Autostrade) riesce ancora, con faccia di bronzo incredibile e con morti ancora da riconoscere, a parlare di soldi e di affari, chiedendo altri milioni agli italiani in caso di revoca della concessione da parte del Governo dopo la strage di Genova. Dall'alto dei loro portafogli pieni (e dei loro cuori vuoti) - continua - chiedessero scusa e ci dessero i nomi dei colpevoli del disastro che devono pagare. Il resto non ci interessa: se il governo ieri ha stanziato 5 milioni di euro, fossi in loro metterei sul tavolo 500 milioni. Mettano mano al cuore e al portafoglio". Non solo: per Salvini è necessario rivedere tutto il sistema delle concessioni in Italia

E anche la UE si schiera: secondo quanto riferito da un portavoce della Commissione, "sulla sicurezza delle infrastrutture stradali sul Trans-European transport network (Tent) - e il ponte Morandi rientra in questa rete europea - nel caso sia gestita da un operatore privato, è il concessionario ad avere la responsabilità della sicurezza e della manutenzione della strada".

 Intanto il sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha annunciato che sarà rivista la circolare ministeriale e "le ambulanze non pagheranno più il pedaggio né per i servizi d'urgenza come avviene adesso né per quelli ordinari. La concessione va rivista. Quello che avviene è paradossale, anche in questi giorni le ambulanze pagano i trasporti ordinari".

Il M5s sul blog si difende: "Questo dramma che non deve rimanere impunito sia di monito a chi pensa di potersi ancora arricchire progettando e proponendo infrastrutture inutili, a chi si dimentica della manutenzione ma puntualmente si ricorda dei dividendi. A chi collega il crollo con la mancata realizzazione della cosiddetta Gronda su cui il Governo del cambiamento ha avviato un'analisi costi-benefici, ricordiamo poi che questa è concepita come opera complementare e non alternativa al ponte crollato".

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