Igor accetta l'estradizione, ma dopo l'inchiesta in Spagna

Dopo l'arresto di Norbert Feher in Spagna, è caccia alla 'rete' di contatti

Redazione ANSA BOLOGNA

'Igor' ha risposto in italiano alle domande del giudice spagnolo Carmen Lamela e ha accettato, non opponendosi al mandato di arresto europeo, di essere consegnato in Italia per essere processato per gli omicidi commessi ad aprile tra Bolognese e Ferrarese. Secondo quanto filtra da ambienti investigativi italiani l'eventuale consegna, è emerso sempre dall'udienza di convalida in Aragona, avverrà dopo i processi per i tre omicidi in Spagna del 14 dicembre.

Il giudice della corte di Alcaniz ha disposto nei confronti del killer di Budrio e Portomaggiore, la custodia cautelare in carcere per i tre omicidi del 14 dicembre a El Pentorillo, dove sono morti gli agenti della Guardia Civil Víctor Romero e Víctor Jesús Caballero e l'allevatore José Luis Iranzo, e per due tentati omicidi del 5 dicembre, quando in una rapina sono rimaste ferite due persone. La custodia in carcere, decisa dopo l'udienza di convalida, è 'senza cauzione'.

Nell'interrogatorio Igor ha detto di essere in Spagna da settembre. L'udienza si è tenuta nel tribunale di Alcaniz, nella provincia di Teruel dove stati commessi gli omicidi. In videoconferenza lo ha interrogato il giudice dell'Audiencia Nacional di Madrid, competente - come in Italia le Corti di Appello - per i mandati d'arresto europei come quello emesso nei confronti del killer di Budrio e Portomaggiore. 'Igor' avrebbe aggiunto che da settembre in avanti, cioé da quando a suo dire si trova in Spagna, non ha lavorato. Gli investigatori ritengono che nell'ultimo mese sia stato tra Valencia e la zona dell'Aragona in cui è stato arrestato, un'area in cui sono stati segnalati diversi furti in casolari agricoli, di prosciutti o altri generi alimentari. La Guardia Civil stava cercando una banda di romeni, ma il responsabile potrebbe essere lo stesso Feher. Ora anche questi elementi saranno condivisi tra i carabinieri e le forze di polizia spagnole.

Secondo la ricostruzione ufficiale fornita dagli investigatori spagnoli ai carabinieri italiani, Igor è stato preso vivo perché era uscito di strada con il pick-up che aveva appena rubato ed è svenuto. Il serbo  è stato catturato  alcune ore dopo aver ucciso a El Ventorillo un allevatore e due agenti della Guardia Civil che stavano indagando su alcune rapine commesse nei giorni precedenti. Quando si era trovato di fronte i due agenti e si è visto braccato 'Igor' ha fatto fuoco e ha ucciso, come era successo in Italia con la guardia ecologica volontaria Valerio Verri, di pattuglia l'8 aprile nelle valli del Mezzano (Ferrara). Se non fosse svenuto, sono convinti gli investigatori, avrebbe continuato a lottare con le armi: aveva con sé due pistole e altre due le aveva rapinate agli agenti.

Sono una decina i nomi nel mirino degli inquirenti italiani che indagano sull'ipotetica rete di appoggi di 'Igor il russo'. "Preoccupato di che? Ho fatto tutto quello che potevo per aiutare gli inquirenti". Lo dice, rispondendo all'ANSA che lo ha contattato via Facebook, Luigi Scrima, ex compagno di carcere in Italia di Norbert Feher, il serbo 36enne arrestato in Spagna per tre omicidi e ricercato in Italia per altri tre delitti. Scrima, residente a Lugo (Ravenna), risulta essere una delle persone monitorate in questi mesi dagli investigatori che davano la caccia a 'Igor'. Proprio seguendo le tracce di Scrima, che non sarebbe indagato, erano arrivati in Spagna, a Malaga, anche se non è chiaro che tipo di contatti avesse il romagnolo nella città iberica né che collegamento ci sia con Feher, catturato in Aragona. "Non voglio saperne nulla", si limita ad aggiungere Scrima sulla chat.

'Igor il russo' è stato arrestato in Spagna al termine di un conflitto a fuoco nel quale sono morte tre persone (un civile e due uomini della Guardia Civil). Igor, alias Norbert Feher alias Igor Vaclavic, è ritenuto responsabile di due omicidi in Emilia-Romagna lo scorso maggio.

La Guardia Civil si è imbattuta in lui casualmente mentre indagava su alcune rapine nella zona. Da aprile, dopo gli omicidi in Emilia, sono state alcune centinaia le persone controllate dalla Procura di Bologna e dai carabinieri, con intercettazioni, pedinamenti, videosorveglianze e interrogatori, nella speranza di trovare tracce utili per localizzare il latitante. Diversi gli elementi che portavano in Spagna, tra Malaga, Valencia e Madrid; ma piste considerate attendibili hanno puntato l'attenzione anche verso persone residenti tra Serbia, Austria e Francia, che potrebbero aver favorito, coperto o aiutato, anche indirettamente, la fuga del ricercato. Tra questi, alcuni familiari, ma anche ex compagni di carcere, italiani e stranieri.

La consegna di Igor 'il russo' all'Italia, che aveva spiccato un mandato di cattura europeo nei suoi confronti, sarà molto probabilmente sospesa dall'Audiencia Nacional spagnola "fino al processo o fino all'esecuzione della pena" per gli omicidi commessi in Spagna. Lo scrive l'agenzia Efe - secondo quanto riporta El Pais - che cita fonti del tribunale aggiungendo che già domenica il serbo comparirà in videoconferenza davanti alla giudice Carmen Lamela che gli notificherà i crimini per i quali è ricercato in Italia.

L'arresto del latitante serbo accusato degli omicidi del barista Davide Fabbri di Budrio (Bologna) (IL VIDEO DELL'AGGRESSIONE) e della guardia ecologica volontaria Valerio Verri di Portomaggiore (Ferrara), l'1 e l'8 aprile, è avvenuto durante una sparatoria nella zona di El Ventorrillo, compresa tra le città di Terruel in Andorra e Albalete del Arzobispo. La Procura della Repubblica di Bologna, coordinando i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Bologna e Ferrara, aveva da tempo un'attività di indagine con rogatorie in Spagna, avendo trovato riscontri sulla presenza del ricercato, di origine serba. Altre indagini sono state fatte proprio in Serbia, in Austria e Francia, con trasferte degli investigatori, di concerto anche con le autorità di polizia spagnole. 

Al momento della cattura, 'Igor il russo' era "vestito in uniforme e pesantemente armato" con le armi rubate agli agenti della Guardia Civil uccisi ieri sera in una sparatoria. Secondo fonti dell'inchiesta citate da El Mundo online, Igor "sapeva dove sparare perché ha ferito mortalmente le due guardie nonostante indossassero giubbotti antiproiettile. Gli agenti non hanno avuto il tempo di sparare".

 
La polizia scientifica italiana - secondo quanto apprende l'ANSA - ha concluso positivamente il riscontro delle impronte digitali rilevate ad Igor 'il russo' e immesse dalla guardia civil nella banca dati europea Afis con quelle già in possesso della polizia italiana. Il riscontro ha dato esito largamente positivo, confermando definitivamente che la persona arrestata è proprio quella ricercata per gli omicidi commessi a Budrio (Bologna) e Portomaggiore (Ferrara), avvenuti rispettivamente il primo e l'otto aprile scorsi.

LA ZONA DELL'ARRESTO

Maria Sirica, vedova del barista Davide Fabbri, "spero che Igor sconti la pena dovuta e che possa essere finalmente fatta giustizia. Anche se questo non potrà mai cambiare il mio dramma". Secondo il suo avvocato, Giorgio Bacchelli, la donna è "molto agitata e molto turbata" dalla notizia.

Francesca e Emanuele Verri, figli di Valerio, seconda vittima di Igor-Norbert Feher, non gioiscono per l'arresto del killer del padre, ucciso l'8 aprile. "Non possiamo certo dichiararci soddisfatti se non altro perché è costata la vita ad altre tre persone. Due militari e un civile. Il nostro pensiero va a loro - dicono - e ancor di più vogliamo rivolgere la nostra attenzione verso coloro che hanno mandato nostro padre allo sbaraglio a fare un'attività di perlustrazione pericolosissima, disarmato e in una zona dove ben si sapeva che Igor vi si nascondeva. Con tanto di foto sui cellulari per poterlo riconoscere in caso si fossero imbattuti in lui. Qualcuno - dicono ancora - ha addirittura detto che mio padre ha fatto solo il suo dovere. Quale dovere? Nostro padre era un 'civile', semplice pensionato e volontario".

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