• Migranti: Vienna, più controlli ma niente barriera al Brennero

Migranti: Vienna, più controlli ma niente barriera al Brennero

Non si placano le polemiche sul fronte accoglienza. I sindaci dei Nebrodi sul piede di guerra

L'Austria intensificherà i controlli nei pressi del Brennero, ma per il momento non attiverà la barriera al passo. Lo annuncia il quotidiano Tiroler Tageszeitung in vista di un sopralluogo del ministro degli interni austriaco Wolfgang Sobotka (Oevp) oggi al valico italo-austriaco.Sobotka sarà accompagnato dal governatore tirolese Guenther Platter, che ieri ha ribadito la sua richiesta di una "missione europea" in Italia per limitare l'arrivo di migranti dall'Africa. Attualmente 80-100 poliziotti austriaci sono impegnati nei controlli nell'hinterland del Brennero, ma non direttamente al confine. Questo numero - scrive il giornale - probabilmente sarà rinforzato con agenti provenienti da altre zone dell'Austria. La barriera, in caso di necessità, potrà comunque essere invece innalzata nel giro di 12-24 ore.

Non si placano le polemiche sul fronte accoglienza. I sindaci dei Nebrodi che si sono riuniti per valutare la situazione dopo l'ingresso di 50 migranti nell'hotel Canguro, in territorio di Sinagra (Me), hanno deciso di effettuare un presidio permanente davanti all'albergo in attesa di una convocazione da parte della Prefettura alla quale hanno inviato un documento. Gli amministratori hanno fatto sapere che non ci saranno blocchi. "Vanno spostati al più presto". E' l'appello del sindaco di Castell'Umberto Vincenzo Lionetto Civa che sabato insieme ad alcuni cittadini ha inscenato una protesta davanti all'albergo.  E in serata il prefetto di Messina, Francesca Ferrandino, ha convocato i 45 sindaci dell'area dei Nebrodi per l'esame di criticità e per i progetti connessi alla presenza di migranti. L'incontro è in programma il 20 luglio, alle 12. Dalla prefettura ribadiscono che al momento non è previsto il trasferimento dei 50 migranti ospitati nell'hotel di Sinagra.

"E' un presidio pacifico, se il termine non piace chiamatela presenza costante, serve a mantenere il livello di conflittualità alto. Io con la mia giunta e alcuni concittadini mi sto recando davanti all'hotel dove si trovano 50 migranti. Vogliamo che l'attenzione su questa vicenda non si abbassi, non faremo blocchi o barricate e non impediremo il transito o l'ingresso di cibo e altro nella struttura": a dirlo è il sindaco di Castell'Umberto (Me), Enzo Lionetto Civa. "La nostra presenza davanti all'hotel sarà continua - aggiunge il sindaco - Non siamo contro l'accoglienza dei migranti, ma queste persone vanno ospitate in strutture idonee e non in un albergo chiuso da un anno, senza corrente elettrica e non adatta alla permanenza di persone, tant'è che è stato chiuso perché tra l'altro non ci sono vie di fuga e tante altre cose".

Il sindaco aveva spiegato in mattinata che la protesta è nata perchè secondo lui la Prefettura doveva trovare una struttura migliore e informare i comuni sull'arrivo dei migranti. "Noi da tempo - prosegue - insieme agli altri sindaci dei Nebrodi sapendo che qui sarebbero arrivati oltre 7000 migranti solo nei nostri comuni avevamo chiesto un incontro al prefetto per concordare le azioni di accoglienza, ma ci è stato negato. Ieri dell'arrivo dei migranti lo sapeva la cooperativa, lo sapeva l'agenzia dei pullman che li ha portati qui, solo noi sindaci non sapevamo nulla. Noi vogliamo essere partecipi alle scelte dello Stato va bene che c'è la legge che dice che ci deve essere il 2,5 % migranti ogni mille abitanti però deve poi essere rispettata qui i migranti sono 50 e il comune di Sinagra è piccolo. Tra l'altro mancava anche l'energia elettrica. Chiediamo al Prefetto di nuovo un incontro per concordare un piano di accoglienza, noi possiamo anche assisterli direttamente noi non c'è bisogno di utilizzare le cooperative si può risparmiare".

Sindaci e cittadini del Sud che si ribellano all'accoglienza di nuovi migranti "fanno bene". Così ha risposto il segretario della Lega, Matteo Salvini, prima dell'apertura della conferenza programmatica di Piacenza. "Quando la Lega sarà al Governo difenderà i confini", ha ribadito Salvini, che ha fra l'altro sottolineato che "c'è un allarme boom demografico in Africa, che se non viene affrontato verremo travolti".

Sempre sabato, se nel messinese è esplosa la tensione, la giornata è stata difficile anche nei due porti in cui sono approdati i 1500 migranti, che erano stati tratti in salvo. A Corigliano sono sbarcati in 923, tutti sub sahariani: 595 uomini (tra cui anche alcuni feriti), 121 donne (14 incinte) e 203 minori. Gli adulti saranno trasferiti in altre regioni, i minori non accompagnati resteranno in Calabria. Ma le strutture di accoglienza per i ragazzi di Corigliano "sono ormai sature, non abbiamo più immobili dove collocarli" ha detto il sindaco Giuseppe Geraci, che ha definito la situazione "una tragedia". Anche a Bari, tra i 644 nordafricani sbarcati, c'erano minori non accompagnati e tanti bambini, persino di pochi mesi, e donne incinte, oltre a un uomo ferito. Due donne con neonati sono state ricoverate in ospedale. E sono in corso accertamenti su due cittadini egiziani sospettati di essere gli scafisti. Ad un altro scafista, accusato di aver trasportato dalla Libia alla Sicilia 750 migranti, è stata inflitta dal tribunale di Palermo una pesantissima pena pecuniaria: dovrà pagare 18,7 milioni di euro, oltre a scontare otto anni e mezzo di reclusione. Iniziative contro centri di accoglienza per i migranti ci sono state anche a Pistoia e San Salvo, in provincia di Chieti, dove il sindaco Tiziana Magnacca ha fatto una conferenza stampa davanti a un ex albergo destinato a ospitare rifugiati. Mentre nel bresciano, a Serle, sono stati i richiedenti asilo a ribellarsi contro i gestori della struttura che li ospita: "non mangiamo e veniamo minacciati se proviamo a dire qualcosa alla polizia", hanno denunciato, forti anche delle registrazioni di insulti e minacce.

Resta alta, dunque, la tensione sul tema dell'accoglienza dei migranti mentre continuano gli sbarchi e sabato è arrivato anche lo stop da parte di alcuni primi cittadini (a martire da quello M5s di Civitavecchia) alla creazione di nuovi hotspot temporanei in alcuni porti.

Via libera dell'Ue al codice di condotta delle Ong per i soccorsi in mare ai migranti. E' quanto si apprende da fonti qualificate del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. L'ok è arrivato nella giornata di giovedì 13 luglio a Bruxelles, dove si è svolta una riunione a cui ha partecipato una delegazione del nostro Paese, rappresentanti di Frontex e della Commissione europea. L'incontro ha permesso di condividere un testo il quale prevede regole che consentiranno di disciplinare l'attività svolta dalle Ong nel Mediterraneo centrale.

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