Concordia, fratello di una vittima telefona a Schettino

Kevin Rebello: 'Anche lui ha famiglia, gli ha fatto molto piacere'

Una telefonata, pochi minuti, subito dopo la conferma della condanna, un attimo prima che Francesco Schettino varcasse la porta del carcere di Rebibbia. A farla è stato Kevin Rebello, fratello di Russel, il cameriere indiano di 33 anni che fu delle 32 vittime della Concordia, l'ultimo corpo che il mare restituì solo il 3 novembre 2014. "Ho visto la notizia su internet e ho pensato che anche lui ha una famiglia, una figlia", dice Kevin. "Gli ha fatto molto piacere.
    Magari andrò a trovarlo in carcere, ma non ora", dice.

La Cassazione conferma la condanna per l'ex comandante

De Falco,'triste uomo in cella, ma è risposta società' - "Non mi fa piacere che un uomo vada in prigione, è un fatto molto triste", ma "è anche vero che la società deve affermare se stessa anche con questa durezza. E' bene che i cittadini sappiano che i ruoli, gli obblighi, i doveri e gli oneri devono coesistere necessariamente: non si può prendere il buono e scartare l'onere". Lo ha detto all'ANSA Gregorio De Falco, ufficiale della Guardia Costiera che con il suo "salga a bordo, cazzo" intimò a Francesco Schettino di tornare sulla nave la notte del naufragio della Concordia al Giglio. 

La telefonata tra Schettino e De Falco 1 e 2 

Riguardo a chi ritiene che la compagnia abbia pagato un prezzo troppo piccolo rispetto alla tragedia che si è consumata De Falco ha detto: "Le indagini sono nate e si sono sviluppate attorno alla responsabilità dalla quale è conseguita la morte di 32 persone. Non c'è dubbio che la nave sugli scogli l'ha portata il comandante, certo poi la società armatrice non ha contribuito in modo efficace come avrebbe dovuto nelle operazioni di soccorso, né nei confronti del comando di bordo né nei confronti dell'autorità marittima, tuttavia gli esponenti della società hanno patteggiato le pene". 

 

   

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