Cyberattacco: colpiti 100mila sistemi in 150 Paesi

Fbi e Nsa lavorano per individuare autori

Il cyberattacco lanciato nei giorni scorsi ha colpito i sistemi di 100 mila organizzazioni in 150 Paesi. Ne dà notizia Europol. Sempre secondo l'Europol, il numero dei computer di privati colpiti potrebbe essere ancora più alto. E' ancora troppo presto per ipotizzare chi ci sia dietro l'attacco e per quali ragioni, se ce ne sono, lo abbia lanciato. "Siamo di fronte ad una escalation - ha detto il capo di Europol, Rob Wainwright, in una intervista ad Itv - il numero dei sistemi colpiti potrebbe continuare a crescere quando domani le persone tornano a lavorare".

L'Fbi e la Nsa stanno lavorando per individuare gli autori del cyber attacco che venerdi' scorso ha colpito decine di Paesi nel mondo. Lo rende noto una fonte dell'amministrazione Usa, secondo cui quel giorno Donald Trump ha ordinato al consigliere per la sicurezza interna Tom Bossert di tenere una 'riunione di emergenza' per valutare l'attacco. I dirigenti della sicurezza si sono incontrati anche ieri per discuterne.

La polizia postale italiana non esclude "ulteriori problematiche legate alla propagazione di un'ulteriore versione del virus WannaCry 2.0, ovvero al riavvio delle macchine per la giornata di domani, inizio della settimana lavorativa". Per difendersi dall'attacco, oltre ad eseguire affidabili backup al fine di ripristinare facilmente i sistemi interessati in caso di cifratura da parte di WannaCry, la polizia ha consiglia di seguire una procedura informatica analiticamente descritta sui siti www.poliziadistato.it e www.commissariatodi ps.it

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