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Centinaia di migliaia soldati dei Paesi del Golfo contro l'Isis

Le ricche monarchie petrolifere del Golfo riuniranno le proprie truppe sotto un comando unificato per fronteggiare lo Stato islamico

Le ricche monarchie petrolifere del Golfo riuniranno le proprie truppe sotto un comando unificato per fronteggiare l'Isis, sempre piu' percepito come una minaccia anche alla loro sicurezza. Mentre negli aeroporti europei, secondo notizie di stampa dalla Gran Bretagna, si starebbe preparando un Natale 'blindato' a causa del pericolo di attacchi terroristici a cinque aerei passeggeri da parte di Al Qaida.
    I Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg), (Arabia Saudita, Kuwait, Emirati arabi uniti, Oman, Qatar e Bahrein), partecipano gia', insieme con la Giordania, alla Coalizione militare a guida americana che dal 23 settembre scorso bombarda lo Stato islamico in Siria, dopo i raid avviati in Iraq in agosto. Ma ora il ministro degli Esteri del Bahrein, lo Sheikh Khalid al Khalifa, ha fatto sapere in un'intervista al Financial Times che la collaborazione andra' oltre con la creazione di una struttura unificata di comando, con sede in Arabia Saudita.

 

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