Stamina, il comitato di esperti boccia il metodo

Parere votato all'unanimità: "Non ci sono i presupposti per l'avvio"

E' stata una valutazione raggiunta all'unanimità quella con la quale il Comitato di esperti nominato dal ministro della Salute avrebbe bocciato, secondo quanto si apprende, il metodo Stamina ideato da Davide Vannoni. Nel parere, consegnato ieri sera al ministero della Salute, gli esperti avrebbero infatti affermato che non esistono i presupposti per fare partire la sperimentazione scientifica del protocollo Stamina, che utilizza cellule staminali a fini terapeutici per il trattamento di un gran numero di patologie neurologiche.

Ieri pomeriggio il Comitato - presieduto dall'ematologo Michele Baccarani - si è confrontato in videoconferenza, per rendere possibile anche la partecipazione degli specialisti stranieri (due statunitensi) nominati tra i membri. Il lavoro degli esperti, avviato circa sette mesi fa dopo la nomina da parte del ministro Beatrice Lorenzin, si è dunque concluso, raggiungendo una valutazione unanime. Si tratta della seconda bocciatura del protocollo Vannoni.

La prima arrivò dal primo Comitato di esperti di nomina ministeriale. Ma tale pronuncia del Comitato venne però 'fermata' dal Tar: a seguito della sentenza del tribunale - che mosse vari rilievi, a partire dalla contestazione di non imparzialità del Comitato - il ministero della Salute procedette alla nomina di un secondo Comitato, le cui conclusioni sono appunto giunte ora. Dopo la pronuncia del primo Comitato, le infusioni secondo il metodo Stamina sono però proseguite presso gli Spedali Civili di Brescia, a seguito delle pronunce favorevoli di diversi giudici.

Ciò è stato possibile sulla base della cosiddetta legge Balduzzi che stabiliva la prosecuzione del trattamento per quei pazienti che lo avessero già iniziato. Uno 'stop' agli Spedali Civili di Brescia è però arrivato di fatto lo scorso agosto, con la decisione della magistratura di sequestrare le cellule ed i macchinari per il protocollo Stamina, sulla base della sussistenza di un pericolo per la salute dei pazienti. Il sequestro è stato confermato pochi giorni fa dal Gup di Torino. Prima del sequestro delle cellule, erano una trentina i pazienti in trattamento a Brescia. Dura la replica di Davide Vannoni: "è un parere che ci aspettavamo ed ora ritorneremo dunque al giudice del Tar.

Il nuovo Comitato - ha affermato - non ci ha proposto alcun incontro, come era stato invece indicato dalla sentenza del Tar". Da qui l'annuncio di un nuovo coinvolgimento del Tar, "per vedere - ha proseguito Vannoni - se effettivamente questo Comitato abbia applicato le indicazioni del tribunale". La cosa "gravissima" - ha concluso il presidente di Stamina Foundation - è che ancora una volta è stata violata una legge dello Stato, ovvero la legge Balduzzi che prevedeva la sperimentazione del metodo Stamina".

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