A Norcia, l'Ue per S. Benedetto

Fuori casa 6.000 persone. L' Europa in campo per il suo patrono

(di Gianluigi Basilietti) (ANSA) - NORCIA (PERUGIA), 26 OTT - Il terremoto che un anno fa ha squassato Norcia e distrutto Castelluccio, ha scaraventato fuori di casa più di seimila persone e lesionato 15 mila edifici. Una catastrofe che non è diventata tragedia solo perché in Umbria non ha fatto vittime. Ma il sisma "ha contribuito anche a far conoscere meglio la figura di San Benedetto e la sua importanza per la storia dell'Europa" della quale è patrono, secondo la lettura dei monaci benedettini sintetizzata dal priore padre Benedetto Nivakoff. Per il religioso un senso, a quanto accaduto, "lo si può trovare solo se si va a riscoprire la storia del Santo che ha basato la sua vita ascetica sull'obbedienza, l'umiltà e il silenzio". Anche se le scosse hanno fatto crollare la Basilica che è la sua casa, della quale rimane in piedi solo la facciata ora al sicuro grazie a un'avveniristica "gabbia". Quel silenzio che ancora avvolgeva Norcia la domenica mattina del 30 ottobre di un anno fa, improvvisamente spezzato dal frastuono dei crolli, dalle urla della gente e dalle sirene dei soccorsi. "Erano le 7,40 quando la terrà tremò con la violenza di un 6,5 di magnitudo e quel momento non si dimenticherà mai. Il 30 ottobre non sarà mai più una data come tutte le altre", ricorda il sindaco Nicola Alemanno. "Le ore successive alla scossa - aggiunge - erano state le più drammatiche, dato che dovetti chiedere alla mia gente di lasciare la città per trovare riparo negli alberghi lontano da qui". Il terrore di quei momenti è stampato anche nella memoria e nel cuore della presidente della Regione, Catiuscia Marini, che spiega come "il terremoto ti segna profondamente, cambia il rapporto con la tua casa, la tua città, con il tuo vivere quotidiano". La governatrice ricorda la telefonata dell'allora presidente del Consiglio, Matteo Renzi. "Mi comunicava - racconta - che le squadre speciali dei vigili del fuoco, quelle utilizzate per cercare le persone sotto le macerie, erano già state attivate e in quel momento venni assalita dalla paura". Dall'emergenza della prima ora, all'idea di ricostruzione 12 mesi dopo. "In mezzo - dice il sindaco Alemanno - ci sono le casette già consegnate e quelle ancora da completare, le scuole che siamo riusciti a riaprire in tempi brevi, l'economia che abbiamo fatto ripartire malgrado le difficoltà". "E c'è un quadro di impegni finanziari e normativi - sottolinea la presidente Marini - che garantiscono certezze per i cittadini e per le imprese. Non era mai accaduto prima che nei primi quattro mesi di una calamità naturale il Governo e il Parlamento italiano avessero già definito il nodo delle risorse finanziarie". "Ma sono stati anche mesi di attesa, in cui la gente ha chiesto alle istituzioni di fare la propria parte fino in fondo per far sì che le lungaggini, dovute alla burocrazia, vengano superate", fa notare l'arcivescovo della diocesi Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo. Quello trascorso è stato comunque anche un anno in cui da Norcia si è vista un'Europa più vicina. "Più coinvolta - sottolinea la presidente della Regione - e ne sono testimonianza gli impegni assunti in chiave ricostruzione dalla Commissione e dal Parlamento europeo". Vicina anche nel nome di San Benedetto. (ANSA).
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