Sorella vittima, ferita non si rimargina

Quattro i morti dentro la basilica di Assisi il 26/9/1997

(ANSA) - ASSISI (PERUGIA), 3 OTT - "La ferita non si rimargina e non si dimentica, ma abbiamo una speranza e una esortazione, che non ci siano più vittime del terremoto e che si proteggano i nostri beni culturali e la gente. Non è possibile che negli anni 2000 si muoia ancora di sisma": a dirlo è Dina Bugiantelli, sorella di Claudio, una delle quattro vittime del crollo della Basilica di San Francesco di Assisi avvenuta 20 anni fa con la scossa della mattina del 26 settembre 1997. Insieme a Bugiantella, tecnico della Soprintendenza ai beni culturali, persero la vita anche Bruno Brunacci, anche lui della Soprintendenza, e due frati, padre Angelo Api e padre Browiec Zdzislaw. I parenti delle vittime stamani, all'interno della Basilica superiore incontreranno il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita ad Assisi per commemorare il ventennale del sisma che colpì Umbria e Marche. "Vogliamo dare un senso al nostro dolore e trasformarlo in un atto di solidarietà, così abbiamo deciso di fare una donazione a una famiglia bisognosa di Assisi", racconta Luciana Spitoni, vedova Brunacci. "Venti anni dopo è come se fosse lo stesso giorno, Angelo manca sempre di più. Bastavano pochi passi e si sarebbe salvato", dice la sorella Giannina Api. Ad Assisi non sono presenti invece i parenti del frate polacco. 

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