Sisma, crostaceo Lago Pilato non rischia

Livello basso ma rassicurazioni su Chirocefalo del Marchesoni

(ANSA) - MONTEMONACO (ASCOLI PICENO), 17 LUG - Il livello del lago di Pilato è basso ma non preoccupa la sopravvivenza del Chirocefalo del Marchesoni, piccolo crostaceo unico al mondo. Queste in estrema sintesi le prime conclusioni delle attività di monitoraggio sul piccolo specchio d'acqua, unico lago naturale delle Marche, condotte dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini tramite l'Università degli Studi di Perugia e l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra). Le ricerche, avviate lo scorso anno, sono state finanziate dal ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per valutare gli effetti sugli habitat prodotti dagli eventi sismici del 2016 e manifestati da frane e crolli, talvolta imponenti, e da modificazioni nella circolazione idrica sotterranea. Particolare attenzione è stata posta al lago di Pilato, il gioiello naturale di origine glaciale, per gli aspetti idrogeologici e quelli ecologici per la presenza del prezioso crostaceo endemico (presente solo in quel sito). Il 17 giugno è stata rilevata la presenza di due laghi già separati fra di loro, con un livello idrometrico di circa 2,40 mt sotto la soglia di massimo riempimento. Rispetto ad inizio stagione 2018 è presente circa la metà del volume complessivo al massimo invaso. Livelli inferiori a giugno 2018 ma superiori a quelli di giugno 2017 quando il lago si prosciugò molto precocemente. Nel 2018 le attuali condizioni erano state raggiunte a settembre. L'8 luglio il livello del lago risultava calato di ulteriori 35 cm. Le ricerche mettono in relazione il livello del lago con i dati meteorologici per verificare possibili modificazioni idrogeologiche indotte dal sisma, ipotesi che tuttavia, dichiara il geologo Lucio Martarelli (Ispra) "al momento sembra poco probabile". Il futuro del lago è legato soprattutto ai cambiamenti climatici: la principale minaccia per la sopravvivenza del Chirocefalo del Marchesoni è il riscaldamento globale; i dati degli ultimi 60 anni mostrano, anche per l'area dei Sibillini, una riduzione delle precipitazioni medie - pioggia e neve - e un aumento delle temperature con una tendenza che quindi può tradursi in più frequenti episodi di prosciugamento del lago.
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