Ussita rivuole primo tratto impianti sci

Commissario, obiettivo riapertura Frontignano entro giugno

(ANSA) - USSITA (MACERATA), 8 FEB - "Riaprire il primo tratto degli impianti di risalita di Frontignano entro la fine del mio incarico è un obiettivo reale e sul quale stiamo tutti lavorando perché possa essere raggiunto". Lo dice all'ANSA Giuseppe Fraticelli, il commissario prefettizio del Comune di Ussita, borgo terremotato del Maceratese. Questo vorrebbe dire che le seggiovie lo "Schiancio-Le Saliere" e "Pian dell'Arco-Belvedere" potrebbero tornare in funzione, dopo oltre tre anni di fermo, tra la fine di maggio e l'inizio di giugno prossimi, quando, appunto, il commissario concluderà il suo mandato per far posto al nuovo sindaco di Ussita. "Indicare una data precisa della loro riapertura al momento non è possibile - spiega Fraticelli - ma assieme anche al direttore di esercizio degli stessi impianti, l'ing. Marco Rinaldi, stiamo lavorando quotidianamente per ripristinare le seggiovie prima dell'estate e così il sindaco che verrà se le ritroverà pronte per la prossima stagione invernale". Servirà molto più tempo, invece, per rivedere in funzione gli impianti posizionati ad alta quota, vale a dire quelli del Canalone-Cornaccione interessati in maniera importante dal sisma. Nel dettaglio, ha avuto modo di spiegare il commissario, le seggiovie da rimettere subito in funzione sono 2 quadriposto: la prima è la "Schiancio-Le Saliere" che va da quota 1336 metri per salire a 1551 metri e si raggiunge in auto salendo fino all'area parcheggi di Frontignano. La seconda è la "Pian dell'Arco-Belvedere" e serve il tratto di risalita che va dai 1.427 ai 1.648 metri. Contestualmente alla riattivazione di queste due seggiovie verrà anche riacceso il tapis roulant del campo scuola delle Saliere. Molto più complesso il recupero del secondo tratto degli impianti: la seggiovia monoposto "Frontignano-Vallone di Selvapiana", che arriva fino a quota 1830 metri, dovrà essere rifatta completamente nuova, in quanto la "vita tecnica" dell'impianto è scaduta e i danni causati dal terremoto non consentirebbero di apportare un semplice adeguamento, ma richiederebbero appunto una nuova infrastruttura. Diverso il discorso per la seggiovia "Arboretti malghe del Cornaccione" (partenza 1498 metri, arrivo 1948): qui un masso che si era staccato da una parete rocciosa, a seguito del sisma, ha colpito e compromesso il pilone 9 che la rende al momento inutilizzabile, ma comunque riparabile.(ANSA).
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