L'arcivescovo di Spoleto-Norcia. Il governo metta il sisma tra le priorità

Mons.Boccardo, attenzione scemata,ricostruzione vera mai partita

(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 2 SET - Occorre che "il nuovo governo metta davvero tra le priorità della sua azione un'attenzione privilegiata ai luoghi del terremoto". Lo dice a Radio Vaticana Italia monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Norcia-Spoleto, sottolineando che "dopo un primo momento, in cui si è parlato molto del terremoto e delle conseguenze del terremoto, piano piano l'attenzione è diminuita fino quasi a scomparire. Per cui, al momento non c'è una prospettiva di ripartenza seria". "Si parla sì di ricostruzione, però la cosiddetta ricostruzione pesante, di fatto, non è iniziata. Manca un segnale serio e concreto di ripresa, per cui di conseguenza cresce nel sentimento popolare non soltanto la delusione ma direi quasi la rassegnazione", aggiunge il presule. "Io voglio sperare che il nuovo governo metta davvero tra le priorità della sua azione un'attenzione privilegiata ai luoghi del terremoto, a queste popolazioni che ormai da tre anni portano il peso di una situazione che sta diventando sempre più pesante. Se facciamo il paragone con Genova, vediamo come per il ponte c'è stato un convergere di interessi e di iniziative, e qui noi siamo lontani dal vedere non dico la stessa attenzione, ma almeno qualcosa di simile", osserva Boccardo. "Io penso innanzitutto alle case: bisogna a mio avviso facilitare al massimo le procedure, le autorizzazioni, i permessi per la ricostruzione e per il restauro, in modo tale che la gente possa ritrovare la propria casa e viverci con serenità e sicurezza", dice ancora l'arcivescovo, entrando nello specifico. "Penso poi al lavoro: quelle sono zone la cui economia di fatto è fondata sul turismo e dunque bisogna favorire la ripresa delle attività commerciali, di tutta quella rete di accoglienza per i turisti che costituiva una delle fonti principali di reddito per quelle popolazioni - conclude -. Allora bisogna vincere la burocrazia che, come qualcuno ha detto, fa più danni del terremoto stesso e rendere snelle al massimo le procedure, in modo tale che si possano avere dei risultati concreti". (ANSA).

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