'Jazz italiano per terre del sisma'

Direttore artistico Fresu:'A L'Aquila riscritta storia del jazz'

(ANSA) - PESCARA, 20 LUG - "L'Aquila per noi rappresenta molto perché lì, nel 2015, è stata riscritta la storia del jazz, sdoganandolo, con le sue 60mila presenze, come fenomeno di massa". Così Paolo Fresu, direttore artistico della rassegna "Il jazz italiano per le terre del sisma", questa mattina in conferenza stampa a Roma, nella sede del Mibact, presentando l'evento musicale che coinvolgerà 750 musicisti e quattro regioni (Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche). Una rassegna che partirà il 31 agosto a Scheggino (Perugia), per poi approdare il primo settembre a Camerino (Macerata), il 2 ad Amatrice e concludersi, con il grande concerto finale, domenica 3 settembre, a L'Aquila, davanti alla basilica di Collemaggio. I luoghi coinvolti, nel capoluogo abruzzese, saranno complessivamente 18, in tutto il centro storico, con 600 artisti e 100 band. Presenti, alla conferenza di presentazione, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e il sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi, che hanno annunciato che il progetto proseguirà almeno fino al 2018. "Ringrazio il ministro Dario Franceschini e il direttore artistico Paolo Fresu - ha detto Biondi - per questo straordinario regalo che hanno voluto fare alla città dell'Aquila. La musica, strumento comunicativo ed emozionale, ha un significato particolare nel capoluogo d'Abruzzo, una città in cui la cultura è stato strumento di emancipazione e di rinascita - ha aggiunto il sindaco del capoluogo abruzzese -. Per questa ragione dobbiamo lavorare, fin da subito, per fare in modo che questo progetto prosegua e si strutturi". Il ministro Franceschini ha ricordato "quella storica giornata all'Aquila, nel 2015, che rappresentò una giornata unica, perché non era mai accaduto che tutti gli artisti jazz e i direttori artistici di manifestazioni importanti, si ritrovassero sullo stesso palco, lavorando allo stesso progetto, una dimostrazione che la cultura e la musica possono svolgere un compito fondamentale, perché oltre a ricostruire bisogna far tornare a vivere i centri storici".
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA