Coronavirus, sale numero casi. Scuole chiuse fino al primo marzo

Stefano Bonaccini firma ordinanza

Nessun focolaio di coronavirus in Emilia-Romagna. Salgono i casi di positività al coronavirus in Emilia-Romagna: (alle 18 del 24 febbraio, ndr) sono 19, di cui 16 a Piacenza, due a Parma e uno a Modena. Tutti sono riconducibili al focolaio di infezione del lodigiano. L'assessore alla Salute regionale Sergio Venturi sottolinea che nessuno di loro è in gravi condizioni e annuncia di aver reperito un milione di mascherine chirurgiche, mentre dalla settimana prossima ne arriveranno 500mila a settimana.

La Regione farà guerra alle fake news: chi le diffonde rischia di essere denunciato.

Intensificata l'attività dei laboratori per le analisi dei tamponi: tra mercoledì e giovedì a quelli di Bologna e Parma si aggiungerà un centro analisi a Cesena.

Arriva il nuovo numero verde della Regione: 800 033 033.

Domenica a Bologna non si correrà la maratona, mentre cominciano i rinvii per grandi appuntamenti fieristici. La Children's Book Fair, in programma il 30 marzo, slitta a inizio maggio. Nei tribunali udienze sospese a Piacenza e Rimini. Stop alle Messe a Modena e nel Piacentino.

Scuole chiuse in E-R fino all'1 marzo. Chiusura dei servizi educativi dell'infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza. Stop a manifestazioni ed eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, delle gite di istruzione e dei concorsi. Sono le misure adottate in Emilia-Romagna per contrastare la diffusione del Coronavirus, valide da lunedì 24 febbraio al primo marzo compreso. Sono previste nell'ordinanza firmata dal presidente Stefano Bonaccini e dal ministro della Salute Roberto Speranza.

+++ L'ORDINANZA COMPLETA DELLA REGIONE +++

IL PUNTO IN EMILIA-ROMAGNA - Per una settimana niente scuola, niente musei, non si andrà al cinema, a teatro, sarà meglio evitare palestre affollate e non ci saranno manifestazioni sportive e culturali. È la sintesi delle misure adottate dalla Regione Emilia-Romagna con una ordinanza in vigore fino al primo marzo compreso che sarà oggetto di revisione continua in base a nuove necessità. In regione cresce dunque l'allerta legata alla diffusione del coronavirus sebbene al momento i numeri siano contenuti: 9 persone risultate positive, nessuna in condizioni critiche e i cui contagi sono riconducibili al focolaio lodigiano. Per il Piacentino non sono escluse nelle prossime ore misure ulteriori. La gestione dell'emergenza ha imposto tra l'altro al premier Giuseppe Conte di annullare le visite programmate per lunedì in Romagna.

In un punto con i cronisti in Regione, l'assessore uscente alla Sanità Sergio Venturi ha sottolineato che non ci sono "casi nati in Emilia-Romagna", così come sul territorio al momento non ci sono "zone rosse" o focolai. "Non siamo a livelli epidemici ma dobbiamo essere pronti".

I casi di positività arrivano da un focolaio preciso: Codogno. Prosegue l'attività di controllo e di "ricerca" dei possibili contagiati. Soltanto domenica a Piacenza sono stati fatti 186 tamponi per coronavirus. "Si tratta dei contatti stretti degli operatori sanitari dell'ospedale piacentino contagiati (due medici e un infermiere)" di cui si attendono gli esiti. Controlli "larghi" per "prudenza". Possibile che nei prossimi giorni il numero dei casi positivi aumenti, ha detto Venturi, ma anche come conseguenza di un'attività di "ricerca attiva" delle infezioni. Ad esempio con la decisione di effettuare il tampone per coronavirus a tutti i ricoverati per polmonite negli ospedali regionali. Potenziati a tal fine i laboratori di analisi di Bologna e Parma, al lavoro h24, a cui si potrebbe aggiungere un terzo centro.

Cabina di coordinamento fitta in Regione con la nuova Giunta, e i sindaci dei comuni capoluogo riuniti domenica pomeriggio. Il governatore Stefano Bonaccini e il ministro della Salute Roberto Speranza firmano l'ordinanza che detta misure valide da lunedì 24 febbraio al primo marzo compresi. Prevede la chiusura delle attività delle scuole di ogni ordine e grado, asili nido, Università, la sospensione di manifestazioni ed eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, delle gite di istruzione e dei concorsi. Stop anche allo sport. Per il Piacentino al vaglio misure ulteriori.

Oltre agli alloggi dell'aeronautica militare di San Polo collegati all'aeroporto San Damiano a Piacenza, l'altra struttura individuata per accogliere pazienti da isolare che non abbiano nelle loro abitazioni le condizioni per l'isolamento domiciliare è il Rems di Reggio Emilia, ex Opg. Chi torna in Emilia-Romagna da zone a rischio epidemiologico, non solo la Cina ma anche zone rosse italiane, deve segnalarsi e mettersi in isolamento. Pena sanzioni.

La situazione, precisa Venturi, "è in evoluzione continua". Decisivo "tenere i nervi saldi, non andare in panico e rispettare norme di igiene quotidiana come il lavaggio delle mani". Vietato recarsi al pronto soccorso per sintomi sospetti. Da lunedì riunioni ulteriori, anche con sindacati e mondo economico per decidere il da farsi su prossime grandi fiere in programma in regione, a cominciare dal Cosmoprof a Bologna a metà marzo.

Presunto 'paziente zero' non è il manager della Mae di Fiorenzuola (Piacenza). Negativo al primo tampone, non ha sviluppato nemmeno gli anticorpi. Leggi tutto

Evitare lo scambio della pace in chiesa. Distribuire la Comunione solo sulla mano e non in bocca ed evitare lo scambio di pace. Sono alcune delle misure disposte dal vescovo di Piacenza Gianni Ambrosio per le messe nelle chiese della Diocesi. A seguito delle disposizioni emanate dalla Prefettura di Piacenza sul Coronavirus, il Vescovo ha disposto, a scopo precauzionale e sino a nuove indicazioni, anche la sospensione delle attività di catechismo, di gruppo e altre occasioni aggregative.

Cosa fare in caso di sintomi (febbre e sintomi respiratori). La raccomandazione è di non recarsi direttamente al Pronto Soccorso, ma contattare o il 1500 - il numero nazionale messo a disposizione dal ministero della Sanità - o il proprio medico di medicina generale o, in caso di emergenza, il numero 118.

L’Asl di Piacenza per informazioni ai cittadini piacentini ha attivato il numero 0523 317979 che si può chiamare dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13.

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