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Export: Sace, nel 2016 540 mln a mille imprese campane

Incontro a Napoli, regione prima nel Sud, nona in Italia

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NAPOLI - Aiutare le imprese campane a internazionalizzarsi avendo una guida che indichi le aree geografiche che possono rappresentare una buona opportunità di crescita. E' questo lo scopo di Sace che, insieme con Simest con cui costituisce il Polo dell'export e dell' internazionalizzazione del Gruppo Cdp, nel 2016 ha mobilitato 540 milioni di euro a sostegno di oltre mille aziende campane. Numeri del successo e della crescita dell'export campano nel mondo sono contenuti in 'Export Unchained. Dove la crescita attende il Made in Italy', ultimo Rapporto Export di Sace, illustrato oggi a Napoli. Dallo studio emerge che la Campania è la prima regione esportatrice del Sud Italia e la nona a livello nazionale.
Il tasso di crescita dell'export campano nel 2016 è stato del 2,9 per cento e nei primi sei mesi del 2017 è già a quota 2,3. Lo scorso anno sono stati 10 i miliardi di beni esportati pari al 2,4 per cento del totale dell'export nazionale. ''La Campania - ha affermato Livio Mignano, Head of Domestic Network di Sace - si conferma traino per le esportazioni del Meridione. E' un territorio dinamico, ricco di imprese eccellenti con una forte prevalenza di piccole e medie imprese''. E proprio imprese nate come aziende a conduzione familiare e diventate nomi affermati nel mondo hanno portato la propria testimonianza. In sala, Giuseppe Di Martino amministratore delegato del Pastificio Di Martino, Letizia Magaldi consigliere d'amministrazione Magaldi, Maria Giovanna Paone vice presidente Kiton e Ludovica Zigon direttore commerciale Getra Power. La parola chiave per riuscire a entrare e a confermarsi a livello globale è innovazione che necessita, soprattutto quando si parla di pmi, di investimenti economici.
''Sace e Simest - ha spiegato Alessandra Ricci, amministratore delegato Simest - sono in grado di offrire alle aziende campane un ampio bouquet di prodotti a tassi agevolati, di strumenti finanziario assicurativi per esportare e realizzare investimenti produttivi all'estero. Il nostro obiettivo - ha aggiunto - è dare sostegno al sistema economico''. Secondo i dati, la Campania si pone al secondo posto, dopo la Lombardia, rispetto alle regioni a maggior tasso di sviluppo delle così dette aziende in ''crescita vertiginosa''. I settori dove l'export campano nel 2016 ha registrato performance in crescita sono stati il settore degli apparecchi elettrici (+ 27,3), degli apparecchi elettronici (+24,4) e la farmaceutica (+14,1). Ambiti che si vanno ad aggiungere a comparti che storicamente spingono le esportazioni locali quali gli alimentari, il comparto tessile e dell'abbigliamento, i mezzi di trasporto, i prodotti in metallo e l'ambito farmaceutico che rappresentano il 70 per cento dell'export regionale.
''L'internazionalizzazione - ha sottolineato Ambrogio Prezioso, presidente dell'Unione industriali di Napoli - è la strada per lo sviluppo e per la crescita della nostra economia. Per crescere bisogna innovare perché chi resta fermo esce dal mercato''. Il Rapporto suggerisce anche i mercati che possono costituire per le aziende campane opportunità di crescita ''a basso rischio''. Si va dal Giappone agli Stati Uniti per gli alimentari, alla Cina e al Perù per i mezzi di trasporto, Corea del Sud e Spagna per chi produce tessile e abbigliamento, Polonia e Ungheria possono essere sbocchi per i prodotti in metallo, mentre gli Emirati Arabi Uniti e il Messico possono essere il futuro per la farmaceutica. Ad oggi, le mete privilegiate dell'export campano sono Francia, Germania e Regno Unito, nonostante una lieve flessione, così come Svizzera e Stati Uniti. Positivo anche il riscontro delle vendite nei Paesi extra UE dove si registra un incremento del 6,9 per cento nel 2017. A livello nazionale, il Rapporto dice che l'export italiano nei prossimi quattro anni crescerà del 4 per cento, raggiungendo 490 miliardi di euro nel 2020.
Nel corso del convegno, è stato presentato il programma 'Push to open' con cui Sace, in collaborazione con Jointly, ha adottato una classe dell'istituto 'Ferdinando Galiani' di Napoli ai cui studenti aprirà le proprie porte per offrire esperienze di job shadowing così da avvicinare i i giovani al mondo del lavoro.

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