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Libri: Lagercrantz, serve giornalismo investigativo

Scrittore a Pordenonelegge con Millennium 5

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(di Mauretta Capuano)
   PORDENONE - Superate, con il successo di 'Quello che non uccide', le paure di dare un seguito a Millennium - la trilogia di Stieg Larsson, morto nel 2004, fenomeno editoriale da oltre 80 milioni di copie vendute nel mondo, - lo scrittore e giornalista svedese David Lagercrantz è tornato con più coraggio e serenità alle avventure della hacker punk Lisbeth Salander e del giornalista investigativo Mikael Blomkvist nel romanzo 'L'uomo che inseguiva la sua ombra'.
Quinto volume della saga e secondo firmato da lui, il romanzo è uscito in contemporanea in 26 paesi. In Italia, come sempre per Marsilio.
"Mi sono divertito molto perché avevo Lisbeth nelle mie vene ed è stato molto più facile scrivere questo secondo libro.
Quando lavoravo a 'Quello che non uccide' ero spaventato. Avevo due tipi di complessi: il primo nei confronti di Larsson e l'altro rispetto alla qualità della scrittura e quantità di pagine. Larsson scriveva libri molto lunghi" racconta all'ANSA Lagercrantz al suo arrivo a Pordenonelegge, la festa del libro con gli autori che si concluderà domani.
Così, dopo oltre 6 milioni di copie vendute nel mondo con 'Quello che non uccide', tradotto in 47 lingue, che nel 2018 arriverà sul grande schermo con Claire Foy (l'attrice de 'Il
corvo') nel ruolo di Lisbeth, "mi sono permesso - dice - di fare dei tagli alla prima stesura de 'L'uomo che inseguiva la sua ombra' e di creare una storia di suspence più breve. Con questo romanzo volevo arrivare anche ai giovani e per farlo devi scrivere storie meno corpose. Per me ha un grande valore la lettura perché aiuta le persone a sviluppare l'empatia".
E per Lagercrantz ha immensa importanza il giornalismo investigativo come mostra il suo ritratto di Mikael. "Il presidente Trump ha screditato i giornalisti. Li ha dichiarati nemici e invece sono sempre più necessari per combattere l'avanzata delle formazioni populiste e antidemocratiche. Odio il fatto che nella società di oggi vengano dette tante cattiverie nei confronti della stampa. Abbiamo sempre più bisogno del giornalismo investigativo. Donerò una parte dei proventi delle vendite di questo libro a una fondazione svedese che finanzia il giornalismo investigativo" ha sottolineato lo scrittore-giornalista.
Sfiora comunque le 500 pagine la nuova avventura di Lisbeth che questa volta troviamo in un carcere di massima sicurezza dove deve scontare una breve condanna. "Lisbeth ha sempre bisogno di trovarsi in situazioni problematiche e di guai ne avrà sicuramente tanti in una prigione di massima sicurezza.
Sono un reporter e per raccontare quel mondo ho visitato le più dure prigioni maschili" spiega Lagercrantz.
La hacker non ha problemi a tenere testa alle detenute più spietate, capeggiate da una certa Benito e, dopo aver portato alla luce un intrigo criminale internazionale, indaga con l'aiuto di Mikael su un misterioso elenco, dove si staglia la figura di una donna con una voglia rossa sul collo, che risveglia in lei ricordi del suo passato. Come il drago che ha tatuato sul corpo, la hacker è pronta a sputare fiamme.
"Ho voluto entrare ancora più a fondo nel mondo di Lisbeth.
Ho cercato di fare ricerche sui draghi e quando sono entrato nella più antica cattedrale di Stoccolma, dove c'è una scultura con San Giorgio che colpisce il drago ho sentito che, a differenza di quando ero bambino che percepivo questo santo come l'eroe che ammazza l'animale selvaggio, questa volta ho visto la paura e disperazione negli occhi del drago e ho pensato che Lisbeth si doveva essere sentita così davanti alla scena di suo padre che uccide sua madre. Mi sono chiesto come abbia fatto questa ragazza a superare tutte le cose orribili che sono accadute nella sua famiglia" spiega ancora. In 'L'uomo che inseguiva la sua ombra' "non ho certo dimenticato - continua lo scrittore - il giornalista investigativo Blomkvist che è sempre più importante in questo mondo di fake news e bufale. Il giornalismo sanguina e ho voluto fare del giornalista un eroe".
Le riprese del film da 'Quello che non uccide' "inizieranno il prossimo gennaio e dovrebbe essere pronto per ottobre, prodotto dalla Sony-Columbia. Il regista è Fede Alvarez e oltre a Claire Foy, ancora non si sa chi saranno gli altri attori. Non ho collaborato alla sceneggiatura e sono molto contento del lavoro che stanno facendo a Hollywood" racconta Lagercrantz che sarà due mesi in tour con questo nuovo romanzo, ha già un'idea per Millennium 6 e poi spera "di cominciare una nuova storia".

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