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Quincy Jones, racconto afroamericani a Hollywood

A Ischia musicista annuncia American film: the black experience

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ISCHIA (NAPOLI) - Raccontare la storia del cinema Usa visto dalla parte degli afroamericani: 'American film: the black experience' è il nuovo progetto annunciato da Quincy Jones all' Ischia Global film & Music festival. Sull'isola verde il celebre musicista e produttore americano è stato onorato con il William Walton Music Legend Award', riconoscimento che coincide con i suoi 60 anni di carriera. Il documentario lo realizzerà insieme a Cheryl Boone Isaacs, produttrice ex presidente degli Oscar e chairperson della 16esima edizione del Global festival.

''Sono stato il primo afroamericano a scrivere colonne sonore per i film, sono stato il primo in tante cose - dichiara, felice per essere stato accolto dall'amico Tony Renis ('ci conosciamo da oltre 50 anni e lo chiamo sempre 'Fico') e con una mostra fotografica in suo onore al Regina Isabella. Mentre si racconta, indica alle sue spalle una immagine con Nelson Mandela (ieri, Mandela day, avrebbe compiuto 100 anni): ''è lui il più grande essere umano mai incontrato. Qui eravamo insieme a tanti ragazzi che grazie all'arte hanno trovato il riscatto, queste sono le cose belle da fare nella vita''. Altri dettagli sul progetto li annuncia la produttrice, che è stata la prima afroamericana alla guida dell'Academy (a lei si deve una autentica rivoluzione nella composizione della platea dei votanti) ''Fino a qualche tempo fa - spiega - Essere bravi per noi non era abbastanza, nel film vogliano parlare non solo di quelli che ce l'hanno fatta ma anche di tante altre storie'' . La mostra è stata per Quincy Jones, 85 anni, l' occasione per parlare della la sua vita (in uscita entro l'anno anche un documentario su Netflix) dall'infanzia difficile (''ho perso mia madre a sette anni, pensavo che sarei diventato un gangster''), alle sue regole del successo (''mai fatto nulla per soldi, non si lavora con i grandi senza amore, rispetto e fiducia reciproca, spesso gli si chiede un salto nel buio senza rete'') fino alla sua collaborazione con Michael Jackson ('scrivevamo centinaia di canzoni prima di individuare quelle che sarebbero arrivate al cuore del pubblico'). Gli incontri che gli hanno cambiato la vita? 'Quello con Ray Charles, prima di tutto. E poi con Morricone, alla consegna dell'Oscar piangevamo tutti e due, era uno scandalo che non l'avesse ancora avuto. I grandi compositori di colonne sonore italiane come lui, Piccioni, Trovajoli, mi hanno insegnato tantissimo''.

Una serie infinita di premi, 79 nomination e 27 Grammy, oltre a un Grammy Living Legend Award, ma il premio di Ischia, racconta al produttore del festival Pascal Vicedomini, ha un valore speciale perchè italiano ''sarà sempre nel mio cuore, per me un onore''. Non poteva mancare un messaggio ai giovani artisti: ''Studiate, imparate il mestiere dalle basi, devi consoce bene le regole per poterle cambiare, tutto il resto lo fanno la passione e la creatività''. Per lui una festa sulla spiaggia di Ischia Ponte, un rap di Clementino e una grande coro 'We are the word' (il celebre brano per l'Africa da lui prodotto) che ha unito tanti artisti del Global fest tra i quali il regista Matteo Garrone e l'attore Marcello Fonte.

In collaborazione con:
Accademia Nazionale Arte Ischia

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