Aveva ucciso l'ex moglie in Trentino, arrestato a Rovigo

Marco Quarta preso dai Carabinieri, comprava cibo al supermercato

    E' finita comprando cibo al supermercato la fuga di Marco Quarta, l'uomo che la sera del 12 marzo aveva ucciso la moglie da cui viveva ormai separato.
    Carmela Morlino, 36 anni da compiere il prossimo aprile, era morta per le 15 coltellate che l'uomo le aveva sferrato a Pergine, in Trentino, mentre la donna rincasava coi loro figli, di 3 e 6 anni. I carabinieri di Rovigo l'hanno bloccato stasera nel parcheggio del centro commerciale 'La Fattoria', alla periferia della cittadina, non lontano da un'uscita della 'Transpolesana', la superstrada che collega Verona a Rovigo. E la notizia è stata data immediatamente ai familiari in Trentino.
    Li hanno avvertiti i carabinieri di Pergine, mentre in paese era in corso una fiaccolata proprio in memoria della donna. I carabinieri di Rovigo hanno ricevuto al 112 la chiamata di una donna. Diceva di avere riconosciuto al supermercato il ricercato, di cui erano state diffuse le fotografie. Nel parcheggio i militari hanno individuato la sua Dacia Duster marrone targata EL927EY. Era vuota. Alcuni allora si sono appostati vicino all'auto, mentre altri hanno controllato l'interno dell'esercizio commerciale. Quando Quarta si è avvicinato alla vettura, è scattata l'azione dei carabinieri, che lo hanno ammanettato.
    Segnalazioni dell'auto del ricercato c'erano state a Faenza (Ravenna) e di lui a Folgaria (Trento). Le ultime certe dell'auto risalgono a domenica, quando era stata fotografata da un autovelox a Castel Bolognese (Ravenna). Di ieri una segnalazione di un barista a Salerno, che ancora oggi i militari del posto stavano cercando di verificare. Se Quarta era andato fino là, comunque è tornato in breve tempo non distante dai luoghi in cui viveva ormai dai tempi dell'università, cioè in Trentino. Luogo dove aveva frequentato giurisprudenza, dopo essere nato a Borgomanero (Novara) e vissuto a Varese con la famiglia, di origine pugliese, e dove con la moglie, impiegata, si era stabilito negli ultimi anni a Zivignago di Pergine, lavorando come immobiliarista a Trento. Nell'estate però la loro vita di coppia si era spezzata con la denuncia di lei per violenza domestica e il divieto di avvicinarla. Violato, con la conseguenza dei domiciliari, che erano stati sospesi dopo un percorso rieducativo.
    Eppure la violenza con cui la colpita una settimana fa, tornando davanti alla loro casa coniugale, è stata impietosa anche della presenza dei loro bambini, che erano corsi a rifugiarsi da una vicina, che aveva sentito le urla della coppia. Ora i piccoli sono stati affidati ai nonni materni, che di recente si erano trasferiti in Trentino dalla Puglia, dove hanno portato proprio due giorni fa la figlia, in seguito ai funerali.
    La fuga di Quarta è stata fulminea, almeno all'apparenza. I carabinieri del Trentino, senza escludere anche un eventuale suicidio, l'hanno cercato in ogni dirupo vicino a dove era andato ad abitare, in quei boschi nei dintorni di Sant'Orsola, nella Val dei Mocheni, anche con l'elicottero, ma sembrava immediatamente sparito, tanto da diramare l'avviso di ricerca in tutta Italia e anche all'estero.
   

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