Maltempo: a Verona venti a 100 km/h, nubifragi record

Danni ingenti per allagamenti e crolli, Zaia firma lo stato di crisi

Sono state raffiche di vento fino a 100 chilometri orari quelle che ieri hanno provocato la devastazione a Verona nel nubifragio che ha colpito la città. Lo spiega l'Arpav, l''agenzia meteo regionale, parlando di nubifragi record abbattutisi domenica sul Veneto. Grandinate e forti rovesci hanno interessato soprattutto il veronese, poi Vicenza e parte di Padova. Le centraline meteo hanno registrato massimi di precipitazione di 20 millimetri di pioggia in soli 5 minuti, 30 mm in 10 minuti, e 60 mm in mezzora nelle località più colpite.

 "La conta dei danni è prematura, ma ammonta sicuramente a decine di milioni di euro". Così il governatore del Veneto, Luca Zaia, oggi a Verona, la città più colpita dal nubifragio che ieri si è abbattuto sul Veneto. "Verona è in ginocchio in alcune parti della città" - ha spiegato - ma un'ulteriore ferita aperta è rappresentata dalla Valpolicella, con danni rilevati ai vigneti. Su questo fronte Avepa (Agenzia veneta per i pagamenti, ndr) si sta già muovendo". Zaia ha riferito di "aver parlato direttamente già ieri sera con Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile nazionale, che oltre a garantirmi tutto il sostegno su questo fronte, mi ha anche detto che ha già informato il presidente del Consiglio su questa partita. Quindi è bene dire che il Governo è già informato", ha concluso il governatore.

La bomba d'acqua in Veneto, il racconto - Il maltempo di fine estate si è abbattuto sul Veneto ieri con la violenza di un 'tifone' mediterraneo, sconvolgendo con vento e grandine Verona, Vicenza, Padova, e molti altri centri delle tre province. Il cielo nero e carico d'acqua ha scaricato soprattutto grandine, in quantità impressionante, tanto che molte strade di Verona, specie nelle zone più basse del Lungadige, si sono trasformate in fiumi di ghiaccio, intrappolando macchine e pedoni, sorpresi dalla velocità del nubifragio. Sui social sono iniziate a girare immagini di devastazione, alberi abbattuti come birilli dal vento - se ne contano oltre 500 crollati - e persone costrette a mettersi in salvo con l'acqua che arrivava al petto. Oltre 220 le chiamate alle centrali del Vigili del fuoco, 110 solo a Verona, dove sono giunte in soccorso anche colonne mobili dei pompieri da Venezia e Rovigo. Gran lavoro anche per la Polizia municipale, con tutte le squadre richiamate sul territorio. Fortunatamente, al momento non si contano feriti. Ma il calcolo dei danni si preannuncia ingente. Oltre a Verona, interessati dal nubifragio anche i comuni veronesi di San Pietro in Cariano, Castelnuovo del Garda, Lazise, Pescantina, Bussolengo, Sant'Ambrogio di Valpolicella; qui saranno da valutare le conseguenze della grandine sulla produzione vitivinicola. Poi, come seguendo una immaginaria autostrada, il 'tifone' si è spostato verso est, investendo con altrettanta violenza Vicenza e Padova. Anche qui vento fortissimo, meno grandine però. Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha annunciato la firma della dichiarazione dello stato di crisi per Verona e gli altri comuni del territorio scaligero. Il maltempo non ha risparmiato la montagna. Cortina è rimasta isolata da una frana di fango e detriti che ha invaso la strada statale 51 "di Alemagna", all'altezza di Acquabona, puntualmente bersagliato con il maltempo dagli smottamenti che scendono dai versanti del Sorapis. Sul posto lavoreranno fino a notte il personale dell'Anas, per liberare il tratto dal fango e ripristinare il collegamento con la città ampezzana.

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