Manovra, Moscovici: "Stop Renzi su Iva? Io parlo col governo"

Ex premier contro Emiliano su vaccini, cosi' perde la faccia

"Ho stima, amicizia e rispetto per Renzi, conosco il suo contributo al dibattito europeo e lo rispetto, ma io parlo con il governo italiano". Così il commissario Pierre Moscovici risponde all'ANSA che chiede un'opinione sulle indicazioni dell'ex premier sulle scelte del governo per la manovra, come il 'no' all'aumento dell'Iva. "Sta al governo italiano - continua il francese - fare le proposte giuste, ma sappiamo qual è il gap, qual è lo sforzo da fare, che rappresenta lo 0,2% del Pil".

"Per quanto riguarda gli affari di bilancio dell'Italia - ha aggiunto il commissario - siamo in contatto costante con il ministro delle Finanze, Pier Carlo Padoan. C'è uno scadenziario, ci sono dei ritardi, ci sono le scadenze del programma del Patto di Stabilità e del programma nazionale delle riforme. Da qui ad aprile continueremo in quelle che sono le nostre domande: questo 0,2% del Pil di misure e stiamo lavorando su risposte comuni, positive e costruttive col governo italiano". 

Renzi, ieri, in vista del Lingotto, dove intende tracciare il programma dei "prossimi dieci-venti anni" ha mandato dei segnali ben precisi sulla "manovrina" che il governo Gentiloni dovrà varare nei prossimi mesi. Ha Ribadito "pieno sostegno" al premier: "Giochiamo con la stessa maglia, nella stessa squadra, non conta chi fa gol". Ma sottolineato che se il voto è "previsto nel 2018", non si possono passare questi mesi a "parlarsi addosso: l'importante è fare cose concrete". Da qui al 30 aprile, l'ex premier dovrà battersi con Andrea Orlando e Michele Emiliano per la segreteria del Pd. "Orlando dicono sia forte tra gli iscritti e Emiliano nelle primarie aperte, io non lo so. Ho rispetto dei miei avversari e non passerò il tempo ad attaccarli. Uno l'ho scelto come ministro, l'altro l'ho aiutato a vincere in Puglia". Ma al governatore che si dice favorevole a una futura alleanza con i Cinque stelle ("Mai però con Fi"), replica puntuto: "A cena è andato con Berlusconi. Non so se Grillo sceglierebbe Emiliano... Io aspiro ad avere la maggioranza". E poi lancia la prima stoccata della campagna congressuale: sull'obbligo di vaccini a scuola, accusa, "non è stato chiaro come altri presidenti di Regione. Ma non giochiamo sulla pelle della gente, su queste cose non si scherza. Litighiamo su tanti argomenti, sui vaccini per avere un voto in più si perde la faccia e la dignità del Pd". Nello studio di Porta a porta Renzi torna sulla vicenda Consip, invocando processi "per arrivare alla verità": "Umanamente sono preoccupato per mio padre ma sto con i giudici". 

Al Lingotto questo weekend Renzi approfondirà le sue proposte con i sostenitori. Non ci sarà Walter Veltroni, che non vuole schierarsi al congresso. Mentre l'ex segretario non svela se ci sarà qualcuno di Fiat ma dice: "Marchionne l'ha salvata" ma il fatto che abbia portato la sede all'estero "mi sta sul gozzo". Anche gli sfidanti Orlando ed Emiliano portano avanti la loro campagna e il ministro della Giustizia, che la scorsa settimana ha incontrato Romano Prodi e raccoglie il sostegno dei prodiani, fa sapere che se venisse eletto segretario si dimetterebbe da Guardasigilli. Il Pd intanto è ancora alle prese, però, con il caos delle tessere e a Napoli la commissione congresso decide di non approvare il tesseramento, invalidando di fatto le iscrizioni dopo le polemiche della scorsa settimana.

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