Pm, comparare firma falsa con quelle del governatore e della madre

Chiesti con rogatoria. Per la Procura possono chiarire l'origine dei soldi

Con la rogatoria, inoltrata ieri in Svizzera, la Procura di Milano chiede di avere accesso, in particolare, agli estratti conto del rapporto bancario, aperto all'Ubs di Lugano nel 2005 con una presunta firma falsa, perché da quei documenti si potrebbe capire, secondo gli inquirenti, qual è l'origine dei 2,5 milioni di euro 'sospetti', ritenuti frutto di un'evasione fiscale prescritta da parte del governatore lombardo Attilio Fontana.

Dagli estratti conto si potrebbe sapere, infatti, se ci sono stati bonifici o depositi in contanti, e comunque come sono arrivati quei 2,5 milioni sul conto.

La firma ritenuta falsa con cui l'anziana madre del presidente della Lombardia Attilio Fontana nel 2005 avrebbe aperto il conto in Svizzera con circa 2,5 milioni 'sospetti' e riportata in calce sui documenti allegati nel 2015 dal governatore alla voluntary disclosure sarà comparata con quella apposta in calce nei rapporti bancari originali dalla signora e con quelle del figlio. È uno degli accertamenti che la Procura di Milano intende fare e che hanno portato alla rogatoria alle autorità elvetiche nella nuova indagine nata dal caso 'camici' nella quale Fontana, risulta iscritto per autoriciclaggio e false dichiarazioni in voluntary.


   

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      Camera di Commercio di Milano
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