Casinò, Regione valuta provvedimenti su 'mancata collaborazione'

Fosson, mandato ad avvocatura di verificare situazione

La Regione valuterà la necessità di "provvedimenti interni" conseguenti alla segnalazione da parte della Procura di Aosta di una "mancata collaborazione" nell'ambito dell'acquisizione di atti concernenti l'indagine sulla casa da gioco di Saint-Vincent. Lo ha riferito in Consiglio regionale il presidente della Regione, Antonio Fosson, precisando di aver "dato mandato all'Avvocato Dirigente della Regione di verificare questa situazione". La posizione della procura è emersa nel decreto con cui il sostituto procuratore di Aosta Luca Ceccanti ha disposto venerdì scorso una perquisizione a palazzo regionale.
    "L'obiettivo di questo mandato dato all'avvocatura regionale è innanzitutto di verificare la necessità di eventuali e conseguenti provvedimenti interni. In secondo luogo, - ha aggiunto il presidente - è comunque necessario verificare se il sistema dei rapporti tra la Regione e gli uffici giudiziari necessiti di essere ancora migliorato. 

Alle comunicazioni del presidente ha fatto seguito un ampio dibattito che ha riguardato non solo l'indagine della procura sulle lettere di garanzia alle banche firmate dall'allora presidente della Regione Augusto Rollandin, ma anche più in generale sulla situazione politica. Secondo Elso Gerandin (Mouv) "quello che spiace di più su questa vicenda sono le motivazioni con le quali la guardia di finanza si è introdotta a Palazzo regionale, ossia l'assenza di un atteggiamento collaborativo da parte degli organi della Regione: siamo di fronte ad uno stacco totale fra Istituzioni". Per Paolo Sammaritani (Lega Vda) "si sta facendo a gara sul lavarsi le mani. Prendo atto con disarmante preoccupazione che si dice tutto e il contrario di tutto. È estremamente grave che ci sia stato un blitz della guardia di finanza perché non c'è stata collaborazione tra organi". Il vicecapogruppo dell'Uv, Luca Bianchi, ha chiesto alla Giunta "che sia fatta chiarezza e si dica chi non ha offerto collaborazione", mentre Pierluigi Marquis (Stella Alpina), ha rimarcato che "la maggioranza tiene a fare chiarezza e spiace sentire speculazioni politiche".

Alberto Bertin (Rete civica-Alliance citoyenne) ha sottolineato che "le accuse di mancata collaborazione tra istituzioni sono di una gravità estrema perché gettano un'ombra sui rapporti tra il Palazzo di Giustizia e quello di Governo". Secondo Daria Pulz (Adu) "questa inchiesta sul Casinò è l'ennesima conferma del sistema di potere che ha dominato e rovinato la nostra Valle d'Aosta, vale a dire un sistema centrato su un uomo solo al comando, per cui è naturale che sia lui, oggi, a rispondere per tutti. È logico, ma non giusto, perché il collega Rollandin non ha fatto tutto da solo". "Sono state richieste delle camionate di documentazione - ha detto Mauro Baccega - nell'ambito delle varie inchieste: tre lettere sono sfuggite? Essere accusati di mancata collaborazione è grave, vorrei che fosse fatta chiarezza su questa questione. Noi abbiamo dato tutta la collaborazione possibile e immaginabile".

Patrizia Morelli (Alpe) ha chiesto di "verificare le affermazioni del procuratore anche per fare emergere eventuali responsabilità", mentre Luigi Vesan (M5s) ha chiarito la posizione del movimento nei confronti dell'attuale Giunta: "Non votiamo in alcun caso la fiducia a questo Governo, ma non rassegniamo le nostre dimissioni finché non sarà vigente questa nuova legge che garantisce la possibilità di eleggere il nuovo Consiglio ai valdostani e non alla criminalità organizzata".

"Sul piano politico, questa vicenda porta alcuni colleghi a invocare le elezioni: ad oggi, - ha detto Claudio Restano (Misto) - la crisi di governo non servirebbe a niente e sfido chiunque a firmare le proprie dimissioni. Quando ci saranno diciassette firme probabilmente si aggiungerà anche la diciottesima". Per Jean-Claude Daudry "non va fatta confusione sui vari livelli: a livello amministrativo, la Giunta e la maggioranza stanno continuando a lavorare. A livello etico, il valore secondo cui questo Palazzo è una casa di vetro appartiene a tutti e a sancirlo, questa mattina, è stato il Presidente Fosson con le sue comunicazioni". 
   

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