Capodanno in musica con Uj winter

A Orvieto 90 eventi, 30 band e 150 musicisti

Cinque giorni di musica da mezzogiorno alle ore piccole, 90 eventi, sette location nel centro storico di Orvieto, 30 band, più di 150 musicisti, una rappresentanza di altissimo livello del jazz italiano: i numeri dicono molto, di Umbria Jazz Winter in programma dal 28 dicembre al primo gennaio, ma non abbastanza. Due sono i tratti considerati identitari della manifestazione orvietana - il programma è stato illustrato oggi - presenti anche quest'anno come in tutte le precedenti 26 edizioni. Il primo. Musica di generi diversi (con i biglietti disponibili dal 28 ottobre) ma sempre di alto livello. La proposta artistica del festival non ha mai deviato dalla ricerca della qualità, spesso coniugata con formule originali e con la presenza di musicisti emergenti sulla scena italiana e internazionale. Il secondo. Musica diffusa nel tempo e nello spazio, ambientata in alcuni dei luoghi più belli e importanti del centro storico, in una ideale simbiosi di arte, cultura, qualità della vita. Musicalmente, Umbria jazz winter cerca di tenere insieme due diversi caratteri, solo apparentemente antitetici ma che, al contrario, riescono a intrecciarsi tra loro con il risultato di dar vita a un prodotto considerato inimitabile. Da un lato è un festival che si rivolge a un pubblico esperto, curioso, interessato a fruire di una musica che richiede impegno e attenzione. Dall'altro, l'atmosfera festaiola che contraddistingue il periodo di Capodanno comporta anche una colonna sonora divertente, adatta a tutti, magari ideale per fare da sfondo a occasioni conviviali.
    In Umbria jazz winter cultura, turismo, arte del buon vivere si sommano e si con-fondono. Quasi tutti gli artisti, inoltre, sono residenti e si possono ascoltare quindi più volte durante i cinque giorni di festival, ed alcuni sono proposti in formazioni e progetti diversi. La formula del festival è restata praticamente immutata negli anni. Il Teatro Mancinelli è la sede dei concerti in prima serata, quello che si potrebbe definire il main stage; il museo Emilio Greco ospita quelli di mezzogiorno, in un ambiente raccolto e raffinato per le proposte più intriganti; le sale del Palazzo del Capitano del Popolo, tra cui la Etrusca dedicata ai pianisti, sono gli spazi pomeridiani; musica non stop, da mezzogiorno a notte fonda, al Palazzo dei Sette, dove jazz ed enogastronomia, un'altra eccellenza dell'Umbria, trovano una simbiosi. Ancora al Palazzo dei Sette, per chi vuole far tardi ci sono le jam session, uno dei riti più identitari del jazz fin dalle sue origini. Jazz lunch e jazz dinner, infine, al San Francesco. Come sempre, ci sono i Funk Off a sfilare per le vie del centro. Restano centrali i due momenti che da sempre caratterizzano il festival. Uno è il concerto gospel che segue la messa di Capodanno il pomeriggio nel Duomo. Il secondo è la notte che saluta l'arrivo del nuovo anno con i gran cenoni di Capodanno e i concerti prima e dopo lo scoccare della mezzanotte.
   

      RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

      Video ANSA


      Vai alla rubrica: Pianeta Camere