Assenteismo a Sanremo: licenziato il 'vigile in mutande

Difensore: 'Impugneremo il provvedimento'. Licenziati sono ora 8

Quelle foto che lo ritraggono in ciabatte e mutande mentre 'striscia' il cartellino della pubblica amministrazione per attestare la sua presenza in servizio attivo, giocoforza è diventata l'immagine stessa dell'assenteismo, il simbolo dei furbetti del cartellino. Ieri, per il vigile Alberto Muraglia, 53 anni, ormai ex dipendente del Comune di Sanremo e per altri tre dipendenti comunali - due messi notificatori e un operaio specializzato - è scattato anche il licenziamento e per di più con le vecchie regole. La lettera con cui il Comune di Sanremo ha di fatto interrotto il rapporto di lavoro, a Muraglia l'hanno portata a casa due, anche questi ormai ex, colleghi. Il procedimento, tuttavia, verrà impugnato, dicono i difensori di Muraglia: "Non ho ancora letto a fondo il provvedimento - ha detto l'avvocato Alessandro Moroni di Sanremo - ma sicuramente lo impugneremo, perché il mio assistito si è puntualmente giustificato delle contestazioni". L'inchiesta 'Stakanov' della Guardia di finanza, che ha fatto emergere nel comune di Sanremo un sistema collaudato per farsi gli affari propri durante l'orario di lavoro, aveva portato il 22 ottobre all'arresto ai domiciliari, per truffa e falso, di 35 dipendenti che, da qualche giorno, si erano visti revocare il provvedimento cautelare e l'applicazione della interdizione dai pubblici uffici per 10 mesi. Poi, il licenziamento. Le indagini non si sono fermate. Ma al lavoro c'è anche la commissione disciplinare del Comune che sta vagliando le oltre 200 posizioni segnalate dalla Guardia di finanza. Commissione che aveva già portato al licenziamento di quattro persone (due messi notificatori e due operai) e che sta proseguendo le audizioni. I legali del vigile stanno già preparando le barricate: l'avvocato Moroni, che difende Muraglia assieme all'avvocato Luigi Alberto Zoboli, ha sostenuto sin dall'inizio che il suo assistito quella mattina si doveva ancora mettere in pantaloni, in quanto stava uscendo per un servizio urgente al mercato. E negli interrogatori successivi al blitz della Finanza compiuto il 22 ottobre scorso lo stesso Muraglia aveva anche detto al magistrato: "Mi è capitato di smontare dal servizio, di arrivare a casa e ricordarmi di non aver timbrato. Per evitare di rivestirmi sono andato a strisciare il badge anche in pigiama".

   

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