• 'Il Piave comandò', saggio di Carlo Avvisati su I guerra mondiale

'Il Piave comandò', saggio di Carlo Avvisati su I guerra mondiale

Storie di giovani vittime di Boscoreale, Boscotrecase e Trecase

(ANSA) - NAPOLI, 27 NOV - Il saggio di Carlo Avvisati «Il Piave comandò: indietro va' straniero» che è stato presentato nell'incontro organizzato dal «Rotary Club Pompei Villa dei Misteri» e dall'«Inner Wheel Club Pompei Oplonti Vesuvio Est», nella chiesetta di San Francesco d'Assisi, in via Carlo Alberto (angolo piazza Sant'Anna) a Boscotrecase, ripercorre nei tratti essenziali le vicende terribili e dolorose della I Guerra Mondiale, ricordando, per la prima volta, i nomi di tutti i giovani di Boscoreale, Boscotrecase e Trecase che in quel conflitto persero la vita. In totale, furono 337, i boschesi che rimasero uccisi sul campo di battaglia, o furono dispersi, o morirono per le ferite riportate, o, ancora, per stenti, una volta catturati e imprigionati.Il libro di Avvisati, che è saggista e giornalista de Il Mattino, è il frutto di lunghe ricerche effettuate negli archivi del Ministero della Difesa - Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti, in quelli delle Associazioni militari e negli archivi di Stato civile dei tre comuni vesuviani. Pubblicato con Youcanprint, il volume descrive minutamente le generalità di ogni caduto, disperso o deceduto per ferite in uno dei tanti ospedaletti da campo o, ancora, in prigionia. Dà notizie sulle onorificenze conquistate a prezzo della vita, individua le aree del decesso, propone le immagini, laddove è stato possibile reperirle, di quei giovanissimi eroi, soldati semplici o graduati che fossero. Altre particolarità del saggio sono gli inquadramenti storico geografici di fatti bellici importanti come la sconfitta di Caporetto e la ricostruzione dell'esercito per opera di Armando Diaz, generale napoletano, oltre agli scenari vissuti da Esercito, Marina, e Aeronautica. Impreziosisce il libro un'appendice ricchissima di immagini di guerra sul fronte. Un capitolo, poi, è dedicato alle canzoni napoletane scritte da E. A. Mario, Libero Bovio, Aniello Califano, Ernesto Murolo, che quei fanti canticchiavano, sottovoce, per farsi coraggio e ricordare con nostalgia struggente mamme, mogli, fidanzate, nel fango e nella neve delle trincee che, nella maggioranza dei casi, non li avrebbero più visti ritornare tra i loro affetti. Hanno introdotto i lavori i presidenti dei Club Rotary: Luigi Carillo, tenente colonnello, e la docente Natalia Alterio Carillo, don Rosario Petrullo, parroco della chiesa di Sant'Anna. Ad illustrare l'opera l'avvocato Massimo Autieri e Carmine Alboretti, giornalista.(
   

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