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SPECIALE Refrontolo, un anno fa il 'Piccolo Vajont'

Omelia del vescovo: morti richiamo tragico a destino

E' trascorso un anno dal disastro di Refrontolo, la valanga d'acqua - causata dall'esondazione del torrente Lierza - che la notte tra il 3 e il 4 agosto spazzò via la festa paesana degli 'Uomini' nell'area del Molinetto della Croda e provocò 4 vittime. Un evento che, per la violenza, fu ribattezzato come 'piccolo Vajont'. Oltre alle vittime vi furono decine di feriti e milioni di euro di danni a cose e persone.

Il sindaco di Refrontolo, Loredana Colledel, visse in prima persona quelle ore drammatiche, essendo stata una dei soccorritori. "Nessuno - dice - restituirà nulla a chi ha perso i propri cari, nonostante in tanti abbiano dato il loro contributo economico e sostegno psicologico". Per superare quel trauma si guarda al futuro: "La destinazione di quell'area - annuncia Colledel - nella quale andava a scrivere poesie Andrea Zanzotto e dove si incontravano molti intellettuali veneti, sarà quella di un nuovo parco verde, con panchine, dove sedersi a leggere e meditare, e spazi per far giocare i bambini". Della devastazione provocata dal Lierza non c'è più nulla. Restano intatti i ricordi dei soccorritori - vigili del fuoco, uomini della protezione civile, delle forze dell'ordine, volontari - molti dei quali domani interverranno alla cerimonia. Gente, ricorda il sindaco, "che entrò subito nel fiume di acqua e fango, alto quasi due metri, per prestare soccorso, aiutare e confortare".

Una festa al Molinetto della Croda - IL VIDEO DA YOUTUBE

 

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