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Fonarcom, cambia la cultura, si riparte da formazione

Cafà: contrattazione innovativa di qualità e nuove relazioni

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Contrattazione di qualità, evoluzione del mercato del lavoro e formazione. Cambia il modo di lavorare e si evolve la cultura del lavoro. Sono questi i punti toccati dal forum #IlLavorocontinua organizzato dal fondo interprofessionale Fonarcom, insieme con Cifa e Confsal.
Secondo il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, serve "un tavolo paritetico in cui si parli di formazione, del capitale umano e una formazione continua", sul 'capitale umano' va fatto "un investimento massiccio continuo per delineare una trasformazione completa della società".
Per affrontare le sfide del futuro, sostiene Andrea Cafà, presidente di Fonarcom e dell’associazione datoriale Cifa, "i nuovi lavori e le nuove organizzazioni devono avere caratteristiche diverse" e per questo "serve una contrattazione collettiva di qualità", innovativa, "che deve sancire una nuova relazione tra datore di lavoro e lavoratore". Una contrattazione, aggiunge Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale della Confsal, "che punti alla professionalizzazione del lavoratore, che in questo modo saprà vivere le transizioni di cui parliamo, soprattutto quella digitale"
Il mondo del lavoro evolve e serve "più formazione", per "raccordare la nostra cultura e le nostre competenze a questo scenario", sottolinea Tiziano Treu, presidente del Cnel: "la formazione è un contenuto fondamentale in tutti i contratti collettivi del futuro". Tornare a parlare di formazione "fatta bene", aggiunge Bruno Giordano, presidente Inl, è importante, visto che ancora oggi "83% delle imprese ispezionate ha lavoratori irregolari".
Puntare sulla formazione è fondamentale, evidenza Cesare Damiano presidente di Lavoro&Welfare, perché è "il ponte tra le politiche attive e quelle passive" del lavoro. Occorre, come ha definito Donata Gottardi, professore di Diritto del Lavoro dell’Università di Verona, "una contrattazione collettiva sartoriale", ed "è finito il tempo delle figure standard", aggiunge, Maurizio Sacconi, presidente Associazione Amici di Marco Biagi: "la formazione deve essere personalizzata e deve partire dalla domanda delle imprese e non solo dall'offerta".

In collaborazione con:
FONARCOM

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