• Dpcm: Su spostamenti non cambierà nulla. 25 senatori Pd, sì a passaggi tra Comuni

Dpcm: Su spostamenti non cambierà nulla. 25 senatori Pd, sì a passaggi tra Comuni

Nelle FaQ verranno spiegati i casi di necessità nei quali saranno consentite deroghe. Appello al governo del capogruppo Pd Marcucci

Saranno alcune FAQ della presidenza del Consiglio a chiarire quali situazioni rientrino nello "stato di necessità" che consentirà di uscire dal proprio Comune nei giorni di Natale e Capodanno. E' la soluzione che starebbe emergendo dall'incontro del governo con i governatori e l'Anci. Il premier Giuseppe Conte avrebbe spiegato le ragioni della norma al centro delle contestazioni e annunciato le FAQ (risposte a domande frequenti) che diranno in quali situazioni si potrà usare l'autocertificazione per uscire dal Comune nei giorni di Natale e spostarsi dalla Regione nel periodo che va dal 21 dicembre al 6 gennaio.

Sul divieto di spostamento tra Comuni - comunque - "non si cambia nulla". E' quanto si apprende da fonti di governo al termine della riunione tra esecutivo e regioni alla quale si è collegato in videoconferenza anche il premier Giuseppe Conte. Il Dpcm, viene sottolineato, consente comunque di muoversi da una regione all'altra, o da un comune all'altro, per 'stato di necessità'. Ed è in quel caso rientrano gli eventuali spostamenti per evitare che anziani soli non possano avere il conforto dei familiari nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno.

"Non ci si potrà spostare di comune in comune il giorno di Natale e Santo Stefano. Lo ritengo assolutamente inaccettabile - dice il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana in un'intervista che andrà in onda a TeleLombardia -  perché non tiene conto della realtà lombarda. Sono cose che vanno nella direzione di una segregazione dei nostri cittadini, soprattutto degli anziani che rischiano di dover trascorrere le feste da soli". "Sono arrivate tutte queste limitazioni contenute in un decreto legge sul quale noi non possiamo intervenire. Dobbiamo accettare quello che in realtà avremmo dovuto concordare".

Una "ingiustificata limitazione": così il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha definito il divieto di spostamento fra Comuni il giorno di Natale, di Santo Stefano e di Capodanno inserito nel Dpcm approvato nella notte. Per questo ha spiegato di aver proposto "di creare un percorso privilegiato" magari "utilizzando emendamenti" a qualche provvedimento per eliminarlo.

 

Venticinque senatori del Pd (sul totale di 35) hanno scritto una lettera al loro capogruppo Andrea Marcucci per chiedergli di "attivarsi con il Governo affinché lo spostamento tra Comuni nelle giornate del 25 e 26 dicembre e 1 gennaio possa avvenire, per consentire a persone che vivono in Comuni medio-piccoli di ricongiungersi per poche ore con familiari che abitano in altri Comuni". E' quanto si apprende da fonti parlamentari.

"Mi rivolgo al premier Conte: cambi le norme sbagliate inserite nel decreto sulla mobilità comunale del 25, 26 dicembre e 1 gennaio. Lo chiedono le Regioni e 25 miei colleghi senatori del Pd. Non è una questione di poco conto, riguarda milioni di famiglie che abitano in zone limitrofe, divise soltanto dai confini del proprio Comune. Bisogna, a mio avviso, rendere possibile, nel rispetto delle norme, i ricongiungimenti familiari e affettivi anche solo per poche ore. Servirebbe anche non discriminare tra attività economiche di città e attività economiche di Paese". Lo afferma il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci.

"Non ci si potrà spostare di comune in comune il giorno di Natale e Santo Stefano. Lo ritengo assolutamente inaccettabile perché non tiene conto della realtà lombarda. Sono cose che vanno nella direzione di una segregazione dei nostri cittadini, soprattutto degli anziani che rischiano di dover trascorrere le feste da soli". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in un'intervista che andrà in onda questa sera su Telelombardia. "Sono arrivate tutte queste limitazioni contenute in un decreto legge sul quale noi non possiamo intervenire. Dobbiamo accettare quello che in realtà avremmo dovuto concordare".

   

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