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Parenti delle vittime di disastri ambientali e industriali: "Con la riforma Cartabia rischio prescrizione"

Il Comitato 9 ottobre manifesta a Roma

   "Anche se abbiamo già ottenuto dal Parlamento un primo riconoscimento (Legge 14 giugno 2011) ora è necessario agire concretamente riguardo alle normative esistenti che impediscono l'effettivo riconoscimento dei diritti delle vittime ed evitare l'esito inaccettabile della 'prescrizione' per reati di questo tipo.

    L'improcedibilità dei processi introdotta con la recente riforma Cartabia è la negazione di questo diritto delle vittime e dovere dello Stato". La rivendicazione è del Comitato 9 ottobre che manifesta a Roma, in piazza Santissimi Apostoli, nella "Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali" istituita sul ricordo della strage del Vajont.
   
In piazza ci sono i parenti delle stragi ambientali, dei trasporti e sul lavoro che hanno colpito l'Italia. C'è Gianluca Tanda che ha perso il fratello nella strage di Rigopiano. Lucia Vastano dell'Associazione Cittadini per la Memoria del Vajont, Fulvio Aurora dell'Associazione Italiana Esposti all'Amianto,.

    Mario Sanna, padre di Filippo morto nel terremoto di Amatrice, dell'Associazione il Sorriso di Filippo, Daniela Rombi, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio, Gianni Devani dell'Associazione Vittime del Salvemini, Anna Aloysi dell'associazione Maria Aloysi incidente ferroviario di Andria, Lalla Quinti di Medicina democratica in rappresentanza dei morti sul lavoro e Moni Ovadia che farà "una orazione laica".

    Ma idealmente ci sono anche i parenti della Moby Prince, del ponte Morandi, dalle Terre dei fuochi all'amianto e di tutte le associazioni e i familiari dei morti sul lavoro. 

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