Concordato Casinò Saint-Vincent, giudici in camera consiglio

Decisione su omologa attesa nei prossimi giorni

Il tribunale di Aosta si è riservato la decisione in merito all'omologa del piano di concordato in continuità della Casinò de la Vallee spa. Dopo un'udienza durata circa mezz'ora i giudici Eugenio Gramola (presidente), Anna Bonfilio e Marco Tornatore si sono riuniti in camera di consiglio. Il provvedimento è atteso nei prossimi giorni, una settimana al massimo.

L'89,24 per cento dei creditori del Casinò ha aderito al piano di concordato preventivo in continuità. L'amministratore unico, Filippo Rolando, al termine dell'udienza ha detto che è andata "benissimo" e che ora "aspettiamo che il tribunale ci dica". Durante l'udienza il commissario giudiziale, il commercialista Ivano Pagliero, ha illustrato al tribunale il perché il piano di concordato sia da preferire rispetto ad altre ipotesi.

La proposta prevede un rimborso del 78 per cento delle somme dovute dalla società ai creditori chirografari e del 100 per cento a quelli privilegiati. I debiti ammontano a oltre 81 milioni di euro e l'impegno e' di pagarne 68,8.

Al termine di una camera di consiglio durata poco meno di un'ora, i giudici Eugenio Gramola (presidente), Marco Tornatore e Anna Bonfilio hanno assunto una decisione in merito all'omologa del piano di concordato preventivo in continuità della Casinò de la Vallée spa. Non sono previste altre camere di consiglio dato che tutti i punti sono stati discussi - la vicenda è nota ormai da mesi - ma c'è il massimo riserbo sul contenuto della pronuncia. Spetta al giudice relatore, Marco Tornatore, scrivere il decreto, che potrà essere di omologa o di rigetto. Il collegio prevedere di prepararlo entro una settimana al massimo.

In base alla relazione depositata e alla replica agli atti fatta in aula dal commissario giudiziale, il commercialista Ivano Pagliero, il piano di concordato è ad oggi la migliore opzione possibile. Nell'udienza di oggi, durata mezz'ora, c'è stato spazio anche per le repliche dell'avvocato di due creditori chirografari, Valcolor di Sarre e Sitec engineering di Aosta. La loro opposizione al piano si basa sull'ipotesi che il Grand Hotel Billia sia stato svalutato e che con il suo reale valore i crediti potrebbero essere soddisfatti per intero. Ha preso la parola anche un legale della Elle Claims, società del gruppo Lefebvre, gestore della casa da gioco prima del passaggio diretto alla Regione, che aveva annunciato l'intenzione di opporsi in sede di omologazione dopo che il giudice Marco Tornatore l'aveva esclusa dai creditori durante l'assemblea del 9 luglio scorso; oggetto del contendere sono circa 43 milioni di euro nell'ambito della 'causa madre', ancora in corso, sul passaggio dal privato al pubblico della casa da gioco.
   

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