Pula adotta la Carta etica, primo Comune in Sardegna

La sindaca, "diciamo no alle discriminazioni 365 giorni l'anno"

DI STEFANO AMBU

Una Carta etica contro ogni discriminazione sessuale con un impegno per rispettare le identità di genere. Che non dovrà rimanere solo sulla carta. Il documento è stato sottoscritto e adottato a Pula da Carla Medau, prima sindaca in Sardegna a firmarlo, è già stato presentato agli studenti degli istituti Azuni e Croce e arriverà nelle cassette delle lettere di associazioni, società sportive ed esercizi commerciali. Perché la Carta non dovrà rimare in bacheca nel Comune. Anzi, avrà 365 giorni all'anno un riflesso visibile in piazza del Popolo, con il "posto occupato", una installazione di plexiglas rossa per ricordare tutte le donne vittime di violenza.

"Sarà un posto in cui simbolicamente nessuno si potrà sedere proprio in memoria delle donne uccise", spiega all'ANSA la sindaca Medau. I 5 punti della Carta impegnano al rispetto di tutte le differenze di genere; alla tutela della dignità delle persone qualunque sia il loro orientamento sessuale e la loro identità di genere; al favorire il dialogo in materia di discriminazione sessuale e di genere e a promuovere la Carta e applicarne i contenuti in tutti i luoghi pubblici e privati. La scelta di adottare il documento ideato dal linguista Massimo Arcangeli, già fatta propria fuori dall'Isola da Napoli, San Severo e Ricadi, non è casuale. "Dal 2014 abbiamo sempre aderito alla giornata contro la violenza sulle donne, dando un senso alla celebrazione con il coinvolgimento degli studenti e con atti del Consiglio comunale votati davanti a loro - racconta la prima cittadina - Come è successo, all'unanimità, per l'adozione della Carta etica il 25 novembre. È la nostra filosofia: vogliamo dire no a tutti i tipi di discriminazione".

Non un mero adempimento formale. "È importante ribadire questi messaggi e farli circolare - continua la sindaca - affinché tutti possano essere protagonisti nella lotta contro questi comportamenti. O nella condanna di questi atteggiamenti. È un impegno a dire fermamente no e a ribadire valori universali che non sono nè di destra nè di sinistra". Anche gli ultimi fatti di cronaca ribadiscono che non è il caso di abbassare la guardia. "Purtroppo mi rendo conto che c'è ancora troppo silenzio e troppa indifferenza - ammette Carla Medau - È una battaglia che va combattuta dal basso, a cominciare dal linguaggio. Il mio auspicio è che tanti altri Comuni sardi adottino la Carta".

Il documento è stata presentato in questi giorni anche a Cagliari. Ma dall'amministrazione guidata dal sindaco Paolo Truzzu (Fdi) non è arrivato finora alcun segnale. Si muove però l'opposizione. La consigliera di Progetto Comune, Marzia Cilloccu, già assessora al Turismo nella Giunta Zedda, è pronta a portare la Carta nell'assemblea civica passando per la commissione Pari opportunità. "La comunità Lgbt a Cagliari è molto presente e molto inclusa - sottolinea Cilloccu - Condividere la Carta è importante alla luce della recrudescenza di certi fenomeni, ma allo stesso tempo non costa niente perché significa condividere valori che sono già nelle corde della città".

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