Paesaggio, scontro Regione-Sovrintendenza

Lettera al ministro Franceschini, infuria polemica urbanistica

"Attraverso molteplici e discutibili dichiarazioni tanto alla stampa che attraverso blog e social network, il Sovrintendente per l'Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Fausto Martino, assume un atteggiamento considerato da tanti inappropriato per un alto funzionario dello Stato nei confronti dell'istituzione regionale, esprimendo pareri di merito sulle scelte politiche dell'attuale Giunta". Lo sostiene l'assessore dell'Urbanistica Cristiano Erriu, in una lettera al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini.

L'esponente della Giunta Pigliaru ricorda le ultime dichiarazioni del Sovrintendente successive all'impugnazione da parte del Governo di alcuni articoli della legge 11 del 2017 "con le quali ha espresso giudizi sulle scelte politiche contenute nel disegno di legge sul governo del territorio attualmente in discussione in Consiglio regionale, scelte sulle quali la Regione ha competenza primaria, anticipando una posizione censoria delle decisioni che nell'assemblea verranno democraticamente assunte". "L'atteggiamento critico e irrituale tenuto dal Sovrintendente - prosegue Erriu - si accompagna ad un'estenuante difficoltà di interlocuzione con gli uffici locali del Ministero dei Beni e delle Attività culturali sin dal momento dell'insediamento dell'attuale governo regionale".

Il titolare dell'Urbanistica segnala al ministro Franceschini che "la Regione ha incessantemente cercato una fattiva collaborazione con il Mibact e i suoi organi locali per riprendere le attività di verifica e adeguamento del Piano Paesaggistico, ai sensi dell'articolo 156 del Codice del Paesaggio, che si erano interrotte negli ultimi mesi della scorsa legislatura. Siamo davanti a una storia infinita di solleciti e mancati riscontri".

PIGLIARU CONTRO SOTTOSEGRETARIA - Il governatore Francesco Pigliaru è intervenuto esprimendo "profondo disappunto", in una lettera inviata al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, in riferimento alle dichiarazioni della Sottosegretaria Ilaria Borletti Buitoni pubblicate da alcuni organi di stampa.

La sottosegretaria - osserva Pigliaru - "non solo interviene scompostamente nel merito di scelte operate dalla Giunta e dal Consiglio Regionale nel pieno esercizio delle funzioni", ma in più "travisa completamente" il significato e gli effetti di norme che "al contrario di quanto incautamente affermato non fanno che confermare la necessità di copianificare con lo stesso Ministero in materia di usi civici.

Voler suggerire a noi sardi - scrive il governatore al premier - i primi in Italia a conformarsi al Codice Urbani, il valore intrinseco del paesaggio e l'esigenza della sua tutela anche come investimento economico, più che una offesa non giustificata è una poco gradevole esibizione di ignoranza del contesto. Un minimo, doveroso, studio dei testi normativi esitati dal Consiglio regionale avrebbe dunque evitato alla Sottosegretaria gli inappropriati riferimenti al cemento e al paesaggio quale 'vuoto a perdere'. Nulla di tutto ciò è infatti contenuto nelle norme della legge in oggetto, come qualunque lettore scevro da pregiudizi può verificare".

Il presidente della Regione prosegue definendo grave "l'aver stabilito arbitrariamente una continuità tra le politiche in materia urbanistica della precedente Giunta di centrodestra e l'attuale", ricordando come tra i primi atti di questa legislatura siano proprio la revoca e l'annullamento della revisione del Ppr e l'abbandono del disegno di legge urbanistica introdotti dal precedente Governo regionale poco prima delle elezioni. Pigliaru conclude chiedendo al presidente Gentiloni "un autorevole intervento affinché il confronto tra Stato e Regione, nel rispetto delle reciproche posizioni, rientri nell'alveo di una corretta, seppur franca e diretta, dialettica istituzionale, lontana dai toni gridati e da giudizi scomposti esposti a mezzo stampa".

Dichiarazioni che, però, non solo piaciute all'ex assessora della Giunta Soru, Maria Antonietta Mongiu, sino a poco tempo fa presidente regionale del Fai. "Le parole con cui il presidente Pigliaru si rivolge al primo ministro Gentiloni contro la Buitoni Borletti impressionano per la violenza verbale e per come a sproposito difende l'autonomia speciale e il consiglio regionale contro lo stato centrale.

In questo caso, Costituzione alla mano, è lo stato centrale che sta difendendo il paesaggio ed il suolo della Sardegna contro la classe dirigente che governa oggi la Regione. Spiace constatare che ha ragione la sottosegretaria nel dire che non c'è discontinuità tra Cappellacci e Pigliaru. Quest'ultimo fughi il dubbio attraverso il maggior rispetto del suo predecessore su quanto prevede il Codice Urbani e il Piano paesaggistico. Impegniamoci tutti in prima persona a difendere il paesaggio e il suolo di Sardegna".

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